© 2020 Author(s). Open Access. This article is Studi Slavistici”, xvii, 2020, 2: 281-284 distributed under the terms of the cc by 4.0 doi: 10.13128/Studi_Slavis-9444 Submitted on 2020, July 17 th issn 1824-7601 (online) Accepted on 2020, August 2 nd Book Reviews Natka Badurina (University of Udine) – natka.badurina@uniud.it The author declares that there is no confict of interest J. Dimitrijević, Lettere da Salonicco, traduzione e cura di G. Pugliese, prefazione di M. Mitrović, Vita Activa, Trieste 2018, pp. 138. Jelena Dimitrijević (1862-1945) era una scrittrice e viaggiatrice serba con un’istruzione co- smopolita e plurilingue, di cultura soprattutto occidentale, ma attenta osservatrice dei modi di vivere orientali, le cui tracce erano ancora ben visibili nella Serbia del suo tempo. Il grazioso vo- lume Lettere da Salonicco pubblica per la prima volta in italiano dieci missive inviate nel 1908 da Jelena all’amica Luisa Jakšić, a Belgrado. Scritte durante le sei settimane della sua intensa perma- nenza a Salonicco, città allora ancora turca e in subbuglio per i moti rivoluzionari dei Giovani Turchi, sono lettere-reportage piene di vivacità giornalistica e di una rifessione politica saggia e razionale, ma anche di passione e sincerità autobiografca che a tratti assume i toni poetici di una conversazione intima e nostalgica. Tutti questi diversi aspetti del testo di Jelena Dimitrijević sono perfettamente godibili nella traduzione italiana grazie all’eccellente lavoro di Ginevra Pugliese, che ha al suo attivo numerose traduzioni di letteratura croata, bosniaca e serba (Jozefna Dautbe- gović, Zoran Ferić, Faruk Šehić, Rade Šerbedžija, Nenad Veličković e altri), ma che qui ha dovuto afrontare e risolvere non poche difcoltà specifche. La traduttrice ha accuratamente tenuto con- to dei numerosi riferimenti storici e politici che talvolta risultano di difcile comprensione anche al lettore serbo di oggi, ha deciso di mantenere le specifcità culturali e linguistiche del testo, corredando la traduzione con un agile glossario che aiuta e non disturba il piacere della lettura, e infne, parallelamente al lavoro di studio e ricerca, è riuscita a conservare lo straordinario efetto estetico (verrebbe da dire anche esotico) di questa opera letteraria. Trattandosi del primo testo di Jelena Dimitrijević presentato al lettore italiano, la prefazione di Marija Mitrović ofre un’in- troduzione necessaria ed esauriente della biografa, della produzione letteraria e della fortuna di questa scrittrice serba. Va inoltre menzionato il notevole lavoro di editing a cura di Patrizia Saina, che ha corredato il testo con fotografe d’epoca collegate agli eventi, ai luoghi, ai personaggi e alle atmosfere raccontate dalla scrittrice. Come sottolinea Marija Mitrović, la biografa di Jelena Dimitrijević è quasi romanzesca. Nata in una famiglia facoltosa, che avversava l’Impero ottomano — il nonno era stato uno dei capi della rivolta contro l’Impero —, da giovane ebbe accesso ai libri e fu quasi autodidatta, concentrandosi soprattutto sullo studio delle lingue. Presto si appassionò alla questione femminile e ai viaggi, che interpretò come un impegno faticoso da intraprendere con coraggio. Dopo aver perso il marito, caduto in guerra nel 1915, continuò fno ad età avanzata a viaggiare da sola. Oltre a visitare l’Europa occidentale, il Vicino e il Medio Oriente, l’Egitto, l’India, il Giappone, la Cina, soggiornò per un anno intero negli Stati Uniti, incontrando ovunque rappresentanti dei movimenti femminili e redi- gendo sempre gustosi resoconti scritti. Pubblicate subito dopo la loro composizione sulla rivista serba “Srpski književni glasnik” e dieci anni dopo in un libro a parte edito a Sarajevo, le lettere da Salonicco non ebbero comunque