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Introduzione
L’insufficienza cardiaca è attualmente
una delle principali cause di ospedalizza-
zione e di morte nei paesi industrializzati. La
prevalenza dello scompenso cardiaco nella
popolazione generale è stata stimata tra lo 0.4
e il 2%
1
. Essa tende rapidamente ad au-
mentare con l’età e l’incremento nella pro-
porzione di soggetti anziani rende ragione,
in parte, della frequenza crescente di scom-
penso cardiaco.
L’American Heart Association stima che
almeno 400 000 nuovi casi di insufficienza
cardiaca siano diagnosticati ogni anno. Negli
Stati Uniti più di 34 miliardi di dollari al-
l’anno sono spesi per le cure mediche dei pa-
zienti con insufficienza cardiaca
2
.
Nei paesi della Comunità Europea l’in-
sufficienza cardiaca è presente nel 2.5% del-
la popolazione sopra i 45 anni ed è causa di
5000 ricoveri ospedalieri per milione di abi-
tanti con una spesa annua di oltre 30 milio-
ni di Euro.
Importanti progressi sono stati raggiun-
ti negli ultimi due decenni nel trattamento dei
pazienti affetti da scompenso cardiaco. Per
alcuni anni diuretici e digitale hanno rap-
presentato la principale terapia medica per
la cura dello scompenso ed attualmente ta-
li farmaci sono affiancati dagli ACE-inibitori,
dai betabloccanti e dai diuretici risparmiatori
di potassio.
Nonostante il trapianto cardiaco rappre-
senti ancora la migliore opzione chirurgica
per i pazienti con insufficienza cardiaca ter-
minale, la cronica scarsità di donatori ri-
spetto al numero di pazienti che potrebbero
giovarsi del trapianto cardiaco, insieme al
progresso delle tecnologie biomediche e
bioingegneristiche, ed al miglioramento del-
le tecniche chirurgiche e rianimatorie, ha
condotto ad un crescente interesse verso op-
zioni chirurgiche diverse dal trapianto per il
trattamento di pazienti affetti da insuffi-
cienza cardiaca avanzata
3
.
Accanto all’estensione delle indicazioni
estreme alla chirurgia tradizionale sono sta-
te proposte procedure chirurgiche alternati-
ve (correzione dell’insufficienza mitralica se-
condaria, rimodellamento ventricolare acu-
to secondo Batista o secondo Dor), procedure
chirurgiche sostitutive (impianto di assi-
stenza ventricolare) e, recentemente, pro-
cedure di contenimento dell’evoluzione di-
latativa del miocardio (device di conteni-
mento diastolico) e di resincronizzazione
ventricolare (pacemaker biventricolari).
Peraltro il ruolo di ciascuna di queste
nuove opzioni chirurgiche che analizzeremo
nello specifico, tra le quali comprendiamo
anche le assistenze ventricolari meccaniche,
deve essere ancora definito.
Cardiomiopatia dilatativa
La cardiomiopatia dilatativa idiopatica è
una malattia ad eziologia sconosciuta che
colpisce principalmente il miocardio: la dia-
gnosi si basa sulla presenza di una dilatazione
ventricolare sinistra (VS) e di una disfun-
zione sistolica in assenza di una cardiopatia
congenita, ischemica o valvolare.
In questi pazienti la progressiva dilata-
zione VS porta ad una dilatazione dell’anu-
lus mitralico e ad un’alterazione geometri-
ca del ventricolo sinistro con il “disallinea-
© 2002 CEPI Srl
Per la corrispondenza:
Dr. Ettore Vitali
Dipartimento Cardio-
Toraco-Vascolare
“A. De Gasperis”
Azienda Ospedaliera
Niguarda Ca’ Granda
Piazza Ospedale
Maggiore, 3
20162 Milano
Insufficienza cardiaca avanzata:
le opzioni terapeutiche.
L’opinione del cardiochirurgo
Giuseppe Bruschi, Tiziano Colombo, Andrea Garatti, Pasquale Fratto, Elena Ribera,
Andrea Garascia, Fabrizio Oliva, Maria Frigerio, Ettore Vitali
Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare “A. De Gasperis”, Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’Granda, Milano
(Ital Heart J 2002; 3 (Suppl 6): 65S-70S) Key words:
Contrast agent;
Echocardiography.
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