Città e Guerra Difese, distruzioni, permanenze, delle memorie e dell’immagine urbana “Trarre partito dalle distruzioni e dai sinistramenti”. Il piano di ricostruzione del centro storico di Brescia (1945-1954) “To take advantage of destruction and devastation”. The reconstruction plan for the historic centre of Brescia (1945-1954) CARLOTTA COCCOLI Università di Brescia Abstract Brescia fu devastata dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, tanto da essere inclusa nell’elenco dei comuni obbligati ad adottare il Piano di ricostruzione, approvato però solo nel 1950, quando buona parte dei cantieri di ricostruzione erano già avviati. Il contributo approfondisce le vicende della ricostruzione della città, con particolare attenzione al rapporto fra le istanze dell’Amministrazione locale e quelle della Soprintendenza, rispetto al destino del tessuto urbano storico. Brescia was so devastated by the bombing of the Second World War that it was included in the list of municipalities required to adopt the reconstruction plan. It wasn’t approved until 1950, when much of the reconstruction work had already begun. The article examines the events of the city’s reconstruction, paying particular attention to the relationship between the demands of the local administration and those of the Superintendency, with regard to the fate of the historic urban fabric. Keywords Brescia, Seconda guerra mondiale, piano di ricostruzione. Brescia, Second World War, reconstruction plan. Introduzione La città di Brescia – e il suo centro storico in particolare – fu pesantemente devastata dai bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale, tanto da essere inclusa, nel marzo 1946, nel sesto elenco dei comuni obbligati ad adottare il Piano di ricostruzione 1 . Già dall’estate 1945 – a seguito dell’entrata in vigore del D.L.L. 1° marzo 1945 n. 154 “Norme per i piani di ricostruzione degli abitati danneggiati dalla guerra” – l’incarico era stato affidato all’Ufficio Tecnico Comunale, dotato di un’apposita Sezione Urbanistica e forte dell’esperienza acquisita in occasione della redazione del cosiddetto Piano Piacentini (1929) e del Piano regolatore di massima edilizio e di ampliamento, avviato dal Comune di Brescia nel 1941, ma rimasto in sospeso per il necessario adeguamento alla nuova Legge Urbanistica del 1942 e in seguito arenatosi a causa degli eventi bellici. A capo della Sezione Urbanistica vi era quell’architetto Oscar Prati che – allievo e stretto collaboratore di Marcello Piacentini – dal 1928 aveva seguito il maestro nella città lombarda, diventandone il referente interno agli uffici comunali, dopo esser stato appositamente selezionato per l’ufficio del Piano regolatore [Robecchi 1998, 128, 354n]. In quella veste, Prati ebbe modo di seguire da vicino l’iter del piano piacentiniano, al quale prestò tra l’altro le sue riconosciute abilità grafiche, 1 D.M. LL.PP. 22 marzo 1946 “Approvazione del sesto elenco dei Comuni danneggiati dalla guerra che devono adottare un pano di ricostruzione”. PREPRINT