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Introduzione
Il diabete mellito può essere definito
una malattia cardiovascolare, come è emer-
so da ampie evidenze epidemiologiche e
sperimentali. Esso rappresenta, infatti, un
fattore di rischio indipendente per malattia
cardiovascolare non solo negli uomini, ma
anche nelle donne, eliminando in queste ul-
time l’intrinseca protezione, derivante dal
diverso assetto ormonale
1,2
. Si calcola che
la malattia cardiovascolare sia responsabile
del 65% di morti nella popolazione diabeti-
ca
3
. Inoltre, i pazienti diabetici che svilup-
pano una malattia cardiovascolare presen-
tano una peggiore prognosi in termini di so-
pravvivenza rispetto ai pazienti affetti da
malattia cardiovascolare non diabetici
4-6
.
Nell’ambito della popolazione dei diabeti-
ci, approssimativamente il 90% ha la va-
rietà tipo 2
7
, che si caratterizza per una lun-
ga fase preclinica di insulino-resistenza.
Quest’ultima si presenta frequentemente
associata ad obesità
8
, inattività fisica
9
, età
avanzata
10
, ipertensione arteriosa ed iper-
coagulabilità
11
, tutti fattori predisponenti
l’insorgenza di malattia cardiovascolare in
generale e cardiopatia ischemica in partico-
lare. Si calcola, infatti, che il rischio relati-
vo di infarto miocardico è del 50% più ele-
vato nei diabetici maschi, del 150% nei dia-
betici femmine e che un evento coronarico
acuto rappresenta la causa di morte in più
del 30% dei pazienti diabetici
12,13
.
Dati sperimentali
Nell’ambito dei pazienti affetti da car-
diopatia ischemica, i diabetici rappresenta-
no un sottogruppo con caratteristiche ben
distinte. In uno studio post mortem condot-
to su 168 pazienti, deceduti per morte im-
provvisa, è stato riscontrato nei diabetici
un più elevato numero di placche atero-
sclerotiche coronariche fissurate
14
. Jacoby
e Nestro
15
hanno suggerito come l’elevata
propensione dei diabetici allo sviluppo di
infarto miocardico sia legata all’aumentata
tendenza alla formazione della placca ate-
rosclerotica e alla trombosi intraluminale.
Quest’ultima individua il suo maggiore
fattore scatenante nella rottura di placca,
che risulta più comune nei pazienti diabe-
tici
16-19
. Silva et al.
20
hanno riportato evi-
denze angioscopiche coronariche di pa-
zienti affetti da angina instabile, in favore
di una più alta incidenza di ulcerazione di
placca e formazione di trombo intracorona-
rico nei diabetici. Inoltre, è stato anche re-
Key words:
Coronary artery disease;
Coronary
revascularization;
Diabetes.
© 2001 CEPI Srl
Relazione presentata al
61° Congresso Nazionale
della Società Italiana
di Cardiologia (Roma,
16-20 dicembre 2000),
nell’ambito del Simposio
“Diabete e malattie
cardiovascolari”.
Ricevuto il 17 aprile
2001; accettato il 26
aprile 2001.
Per la corrispondenza:
Prof. Federico Piscione
Cattedra di Cardiologia
Università degli Studi
“Federico II”
Via S. Pansini, 5
80131 Napoli
E-mail:
piscione@unina.it
Diabete e cardiopatia ischemica
Federico Piscione, Emanuele Barbato, Gennaro Galasso, Massimo Chiariello
Cattedra di Cardiologia, Università degli Studi “Federico II”, Napoli
Diabetes represents an independent risk factor for coronary artery disease (CAD), and the prog-
nosis in terms of survival rates is worse for diabetic patients who have CAD with respect to those with
CAD but no diabetes. An acute coronary event represents a cause of death in more than 30% of dia-
betics. Experimental studies suggested that the increased incidence of myocardial infarction in dia-
betics is due to an increased risk of developing atherosclerotic plaque with subsequent ulceration and
intracoronary thrombus formation. Structural abnormalities of the coronary vessel wall were associ-
ated with an abnormal pattern of coronary flow and of coagulation abnormalities: all these abnor-
malities explain the epidemiological evidence of widespread and severe vascular atherosclerotic dis-
ease in diabetics. Due to the extreme complexity of ischemic vascular disease in patients with diabetes,
an optimal therapeutic strategy is based on the correction of elevated blood glucose and lipid levels,
of blood pressure, of platelet and coagulation abnormalities and of any other risk factor. Both percu-
taneous and surgical myocardial revascularization have been proved equally effective for CAD treat-
ment in diabetes, even though a recent randomized trial has shown a significantly improved outcome
after surgical revascularization. More recently the characterization of the advanced glycation end-
product receptor opened new perspectives in the treatment of the complications of diabetes, and gave
a new impact to the need of further investigations, through new randomized trials, of the best thera-
peutic options for diabetic patients.
(Ital Heart J Suppl 2001; 2 (9): 980-989)
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