6 ArcheomaticA N°1 marzo 2018 DOCUMENTAZIONE i l monitoraggio del t erritorio e del P atrimonio C ulturale le azioni intraPrese e le Possibilità date dall’osservazione della terra R imanere inermi nello studiare la distruzione del nostro territorio e in particolare del Patrimonio Culturale a seguito di una catastrofe è, ancora oggi, a distanza di molti anni dalla promulgazione dei primi studi sulla necessità di azioni preventive, la peggiore esperienza che si possa vivere nell’epoca dell’avanzamento tecnologico dei sensori e dei grandi sistemi di Osservazione della Terra. Gli sforzi profusi nella conoscenza e documentazione da una parte e nella sperimentazione di tecnologie per il monitoraggio dall’altra, forse non hanno trovato adeguato fnanziamento fno ad oggi o forse, sem- plicemente, non hanno trovato fducia e credibilità, in quanto per natura la maggior parte delle persone sono scettiche sulla possibilità di prevenire e mitigare azioni derivanti da eventi naturali classifcati come “imprevedibili”. Ma ci sono azioni avviate, altre in itinere e, altre forse, ancora da venire, che serviranno a portare alla luce quegli strumenti, che da tempo aspettiamo, atti prevenire i danni e le catastrof provocate da ter- remoti, frane e inondazioni. Abbiamo fnalmente molti mezzi per conoscere in quali località tutto ciò può manifestarsi, basterà iniziare ad usarli sapientemente. Tra i metodi avviati a supporto della conservazione del Patrimonio Culturale, meritano attenzione per la loro organicità quelli avviati da tempo dall’ISCR, per i quali riportiamo integralmente alcune frasi scritte da Pietro Petraroia, membro del gruppo di lavoro sulle Linee guida sulla Conservazione programmata dei Beni Culturali [Petraroia14 ]: Nella fgura un esempio di schermata dell'attuale sistema della Carta del Rischio nel quale oltre alle informazioni generali sui monumenti sono riportati gli indici di vulnerabilità di Renzo Carlucci In Italia, dagli anni settanta, si è dato inizio ad un sistematico monitoraggio del patrimonio culturale utilizzando un valore di rischio come funzione della vulnerabilità, pericolosità ed esposizione, che solo oggi giunge a pratica ed effettiva valutabilità con l’ausilio dei dati di Osservazione della Terra che si stanno dimostrando adeguati, accurati ed economicamente sostenibili.