Il complesso della c.d. Domus Parthorum è costituito dalle presenze archeologiche che sono oggi comprese all’interno del- lo Stadio delle Terme di Caracalla in Roma. Sono le strutture che per primo Giovan Battista Nolli ha cartografato nella pianta di Roma del 1748 1 (Fig. 1) e che Giovanni Battista De Rossi identi- icò, alla ine dell’800, con la Domus Parthorum menzionata da Aurelio Vittore e dai Cataloghi Regionari 2 . Queste architetture avrebbero fatto parte di quelle case che l’imperatore Settimio Severo (193 - 211) aveva donato per generosità ad alcuni suoi amici 3 . Luigi Canina riteneva che queste «sette case», essendo state costruite allo stesso momento, formassero un solo ediicio e l’unica differenziazione fosse costituita dai diversi ingressi del- le singole unità abitative 4 . Il De Rossi, rifacendosi alle note di ruderi e monumenti appuntate dal Mariani a supporto del la- voro del Nolli, fa una descrizione delle suddette strutture che, all’epoca di quest’ultimo, si trovavano tra la vigna Agatucci e gli orti dei Trinitari di S. Carlino e De Cavalieri 5 . Questa identi- icazione venne respinta da Giuseppe Lugli, che ne argomentò l’infondatezza. Analizzando i vari ambienti egli sostenne che la costruzione, così movimentata e composta di linee rette e curve, sia posteriore all’epoca dei Severi e, per la muratura in opera vittata, da attribuire più plausibilmente all’età di Massenzio 6 . Le strutture della c.d. Domus Parthorum sono quasi del tut- to assenti nella bibliograia archeologica, nonostante l’impo- nenza dei resti conservati, anche se il complesso è stato de- scritto più volte nel corso degli anni dedicando ampio spazio all’interpretazione delle fonti 7 . I terreni che si estendono lungo i lati della via Appia sono stati interessati da continui sterri e scavi. Un esempio, che ci interessa particolarmente, è quello dell’autorizzazione concessa ad Andrea Achilli nel 1734 dal Commissario Francesco Palazzi, di estrarre materiale antico nell’orto Calcagnini e in quello dei Trinitari di S. Carlino 8 , in- cludendo quindi le due proprietà che a quel tempo ospitavano i ruderi presi in esame. La situazione è rimasta tale ino agli inizi del XX secolo quando i lavori per la realizzazione della Passeggiata Archeologica e la massiccia quantità di espropri ef- fettuati hanno completamente modiicato l’aspetto dell’area 9 . In seguito, negli anni trenta del ‘900, i ruderi indagati vengo- no a far da sfondo alle strutture dello Stadio delle Terme di Caracalla; in questa occasione alcune strutture subiscono in- terventi di restauro 10 . Alla ine del secolo scorso, nel periodo compreso tra il 1986 e il 1997, si sono susseguiti una serie di scavi eseguiti ad opera della Sovraintendenza del Comune di Roma. Le indagini archeologiche hanno visto la realizzazione di sondaggi a ridosso delle strutture conservate; su queste ulti- me sono stati inoltre effettuati degli interventi di restauro e con- solidamento per avviarne la valorizzazione. I risultati sono stati altresì utili per ottenere informazioni sulla storia del paesaggio urbano compreso tra la valle del Celio e il Piccolo Aventino 11 . Questo lavoro espone le conclusioni di un’analisi recente- mente realizzata sulle murature ancora visibili dell’intero com- plesso, inserite in un ampio studio che prende in considera- zione dati di carattere monumentale, stratigraico, cartograico e documentario. Il risultato è stato l’identiicazione di sei fasi cronologiche, comprese tra l’inizio del III secolo d.C. e la ine dell’ VIII, che sintetizzano le trasformazioni di questo contesto urbano. Bisogna premettere che la cronologia delle singole fasi si basa principalmente sui confronti delle tecniche edilizie e sui rapporti stratigraici tra le diverse strutture 12 . CLAuDIo TAFFeTANI IL CoMPLeSSo DeLLA C.D. Domus Parthorum. NuoVA INTeRPReTAzIoNe DeLLe FASI CoSTRuTTIVe Fig. 1 - G.B. Nolli, Pianta di Roma, 1748. Dettaglio. I numeri 1 e 2 indicano le strutture della c.d. Domus Parthorum (Da FRuTAz 1962).