L a questo movimento migratorio fu costruita una grande sinagoga (Theodotos) con un rifugio per co- loro che arrivavano da vari luoghi per andare al Monte del Tempio o per stabilirsi nella zona. La città alta era lo spazio della gente benestante (aristocratici, sacerdoti e ricchi) e lo si notava nelle vaste costruzioni e nelle de- corazioni interne ed esterne. L’e- sistenza di numerose cisterne ci ricorda la presenza del corpo sa- cerdotale e i riti di purificazione che praticavano quotidianamen- te. Distinguendosi per le sue ve- dute e impressioni, il tempio asmoneo era la residenza tempo- ranea delle corti erodiane. Vicino c’era il mercato superiore che era un centro di commercio e di ten- sioni sociali causate dalle tasse e dalla corruzione. Fuori città, dal periodo asmo- neo, c’erano molti artigiani «Io esulterò a motivo di Gerusa- lemme e gioirò del mio popolo; là non si udranno più voci di pianto né grida d’angoscia» (Is 65:19). La storia di Gerusalemme è com- plessa e, in molti casi, convulsa. 1 Essa si sviluppa in spazi, atteggia- menti ed esperienze di rischio, confronto e intensa religiosità. Ba- sta ricordare i suoi rapporti con gli Assiri, i Babilonesi, i Persiani, i Sa- maritani, i Seleucidi, i Tolomei e i Romani per avere un’idea di come questa piccola città di passaggio abbia avuto una storia tormenta- ta da conflitti. Conoscere la Geru- salemme del primo secolo della nostra era, inoltre, implica consi- derare diversi fattori storici e so- ciali che hanno il loro punto di congiunzione nell’anno 70 d.C. È quindi essenziale, in questa breve presentazione, suddividere le informazioni intorno a tale data. Prima del 70 d.C. Paesaggio (naturale e artificiale) Gerusalemme è situata fra colline e burroni. Vi si accede salendo e questo lo si ritrova in una moltitu- dine di testi biblici (ad es., Ed 1:3; Sl 24:3; Is 2:3; Ad 21; Mi 4:2; Mr 10:32; Lu 19:28; ecc.). Si tratta, quindi, di una città montana (po- sta a 760 m di altitudine - ndr) e ciò le conferisce una certa conno- tazione di spazio spirituale (ri- spetto alle città di pianura con le loro associazioni con l’ambiente profano). Questa configurazione, inoltre, ha fatto sì che la città fos- se costruita su due colline che so- no state spianate e riempite al tempo degli Asmonei e ci permet- te di dividere la città in due: la città bassa (Giuseppe Flavio la chiama Acra) e la città alta. La città bassa (in alcuni testi: “Città di Davide”) era lo spazio della classe media e popolare, e il focolaio delle attività insurrezio- nali. I resoconti dell’epoca indica- no che in quella parte della città c’era un ippodromo che Erode il Grande aveva costruito. Solo a partire dalle misure usuali di que- ste costruzioni si dovevano co- struire gli altri edifici del luogo e questo, sicuramente ebbe un rile- vante impatto sociale. Dobbiamo ricordare l’entusiasmo dei Roma- ni per questi spettacoli che li ren- devano dei veri e propri tifosi. Intorno al 30 d.C. la regina Ele- na di Adiabene si convertì al giu- daesimo e andò a vivere a Gerusa- lemme, dove, nella città bassa, co- struì i palazzi per sé e per i suoi fi- gli. Sembra che attività come que- sta abbiano iniziato a rendere si- gnorile la città bassa popolandola di Ebrei della diaspora. In risposta Gerusalemme La città nel primo secolo dell’era cristiana di Victor M. Armenteros* il mondo della bibbia SOCIETÀ E AMBIENTE novembre 2023 il messaggero avventista 11 ➥