PhiN 42/2007: 24 Julia Genz (Tübingen) Glottofagia nei testi di Umberto Eco, Wolfdietrich Schnurre e Yoko Tawada * Glottophagy in Eco, Schnurre and Tawada The paper deals with an aspect of materiality in language as it is expressed in the complex metaphor of glottophagia, invented by Louis-Jean Calvet in the context of linguistics and colonialism. In this article the term is released from Calvet's unilateral negative use of the term as he focuses on its relation to orality, and instead it is linked with the positive literal tradition of eating written language as e.g. in the Bible and in the Classical Antiquity. From this point of view, glottophagia's poetological function as destroying, combining, reanimating, and purifying language emerges as a crucial feature of literary texts by Umberto Eco, Wolfdietrich Schnurre and Yoko Tawada. L'argomento della glottofagia nei testi letterari è in primo luogo un problema della materialità della lingua e della scrittura che solamente negli ultimi anni è stata scoperta dalla letteratura critica (Strässle / Torra-Mattenklott 2005; Greber / Ehlich / Müller 2002; Gumbrecht / Pfeiffer 1995) e che è indispensabile per scrivere o parlare (la penna, la carta, il corpo ecc). Questo contributo vuole offrire, con gli esempi di Umberto Eco, Wolfdietrich Schnurre e Yoko Tawada, una prospettiva di indagine nella glottofagia come poetica. Un linguista francese, non un critico letterario, ha sviluppato quell'idea di glottofagia che tratteremo in seguito per verificare se e come funziona tale concetto per i testi letterari. In Germania vi sono biscotti a forma di lettere che sono chiamati "pane russo" (Russisch Brot), il cui nome ha origine dal fatto che un fornaio di Dresda ha importato la ricetta dalla Russia nel '900. Oggi si sa poco della storia di questi biscotti, mentre invece il mangiare lettere e testi scritti appartiene a una lunga tradizione, tanto vecchia quanto la scrittura stessa. Sono soprattutto due le discipline che hanno reclamato come proprie il mangiare lettere: la religione e la pedagogia. Nel rituale magico-religioso del mangiare lettere possiamo trovare l'idea che l'uomo riceveva forza sovrumana dalle lettere sacre (Butzer 1998: 235) per esempio: nel Vecchio e nel Nuovo Testamento i profeti Ezechiele e Giovanni mangiano una pergamena data da Dio o da un angelo per ricevere l'ispirazione divina. Nell'Apocalisse di San Giovanni è scritto: brought to you by CORE View metadata, citation and similar papers at core.ac.uk provided by Hochschulschriftenserver - Universität Frankfurt am Main