Traumi della milza. Principi di tecnica
e di tattica chirurgiche
C. Arvieux, F. Reche, P. Breil, C. Létoublon
La milza è l’organo più frequentemente coinvolto in occasione di un trauma addominale a causa della
sua fragilità e della sua esposizione; può anche essere lesa accidentalmente durante un intervento
chirurgico digestivo. In un traumatizzato che appaia gravissimo da subito e che presenti segni di shock
con versamento endoaddominale all’ecografia si deve eseguire una laparotomia in urgenza assoluta e, se
la milza è in causa, eseguire una splenectomia di emostasi. In un traumatizzato stabile lo studio iniziale
può essere più completo. Comporta, oltre all’esame clinico e agli esami di laboratorio classici,
un’angio-TC addominotoracica. In questo contesto il trattamento non operatorio dei traumi splenici si è
lentamente andato imponendo nei casi di pazienti che presentino una lesione splenica modesta, a
condizione che il paziente venga sorvegliato in ambiente chirurgico, che esso sia emodinamicamente
stabile e che non vi sia il sospetto di lesioni concomitanti a carico di organi cavi. Nel caso di pazienti che
presentino lesioni spleniche gravi il tasso di salvataggio splenico è più basso a causa dell’emorragia
splenica persistente o secondaria o della comparsa di pseudoaneurismi; la splenectomia si accompagna a
misure anti-infettive limitanti che il paziente dovrà seguire vita natural durante. Di recente alcuni centri
specialistici hanno sviluppato tecniche di arteriografia con embolizzazione arteriosa splenica che
permettono di aumentare il tasso di salvataggio delle milze. Questa tecnica comporta indicazioni elettive
e complicazioni specifiche che devono essere conosciute.
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Parole chiave: Traumi della milza; Traumi splenici; Splenectomia; Immunosoppressione postsplenectomia;
Infezioni postsplenectomia; Asplenismo; Trattamento conservativo della milza; Embolizzazione splenica
Struttura dell’articolo
¶ Introduzione 1
¶ Cenni di anatomia 1
Connessioni peritoneali 1
Vascolarizzazione splenica 2
Fisiopatologia del trauma splenico 2
¶ Classificazione delle lesioni della milza e delle lesioni associate 3
Classificazione della gravità dei traumi splenici 3
Abbreviated Injury Score (AIS) e Injury Severity Score (ISS) 3
Punteggi di gravità generali 3
¶ Decisione all’arrivo: rianimazione o laparotomia d’urgenza? 4
Opzione chirurgica 4
Trattamento non chirurgico 12
¶ Conclusioni 16
■ Introduzione
La milza, organo incapsulato e fragile, è l’organo parenchi-
matoso più spesso coinvolto nei traumi chiusi dell’addome
[1]
.
Il suo coinvolgimento in occasione di una contusione addomi-
nale è eventualità al contempo frequente e potenzialmente
grave. Se gli anni Cinquanta si contraddistinguono per
l’avvento della splenectomia per traumi della milza, un atto
salvavita che ha consentito una riduzione della mortalità, si è
però in seguito assistito a una presa di coscienza progressiva
dell’aumentato rischio di infezioni fulminanti negli splenecto-
mizzati, tanto bambini
[2]
quanto adulti
[3]
. In seguito, il
numero delle splenectomie per trauma non ha cessato di
decrescere a favore del trattamento non-operatorio
[4-6]
grazie
all’impiego di metodi sempre più precisi di esplorazione e
sorveglianza delle lesioni. Il dominio del trattamento non
operatorio iniziale comporta l’impiego pertinente di un even-
tuale laparotomia differita, la conoscenza dei metodi chirurgici
di conservazione (totale o parziale) della milza che l’avvento
dell’embolizzazione arteriosa selettiva
[7]
tende a soppiantare.
Attualmente, circa la metà delle splenectomie vengono eseguite
per ragioni mediche (milza ematologica, lesioni spleniche
benigne/maligne, infiltrazioni per contiguità da neoplasie
adiacenti), un terzo per trauma e un quinto per cause «acciden-
tali» in occasione di un intervento chirurgico a carico soprattu-
tto di esofago, stomaco o colon
[8]
.
■ Cenni di anatomia
Connessioni peritoneali
Embriologicamente, la milza si sviluppa respingendo il
foglietto sinistro del mesogastrio posteriore. Quest’ultimo si
accolla dietro al peritoneo parietale posteriore, mentre il
foglietto destro del mesogastrio ricopre in avanti il pancreas,
costituendo il foglietto destro degli epiploon pancreaticosple-
nico e gastrosplenico e limita, infine, in avanti la retrocavità
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1 Tecniche Chirurgiche - Addominale