ANNA BRUSAROSCO, PAOLA MINOIA GESTIONE IDRICA E TRASFORMAZIONI TERRITORIALI NELLA PIANA DEL GHARB, MAROCCO Introduzione. Il presente contributo si inserisce in un ampio dibattito sulla gestione sostenibile delle risorse idriche nel Mediterraneo. Il caso studio proposto, il Bacino del Sebou in Marocco, e´, a nostro giudizio, paradigmatico: dal punto di vista regionale, si concentra su una regione considerata ad elevato “stress” idrico (UNDP, 2006); dal punto di vista geografico, considera infrastrutt ure e reti irrigue, che hanno pesantemente modificato morfologie e strutture territoriali; dal punto di vista delle politiche di gestione, ha risentito dei modelli di sviluppo predominanti nei decenni passati, a partire dagli approcci degli anni Sessanta, tecnicamente definiti di «water supply-side» (Minoia, Brusarosco, 2006), a quelli odierni, di «Gestione Integrata delle Risorse Idriche», basati sul risparmio, sull’efficienza, sull’attenzione alla qualità e sulla governance (Sparke, 2006). L’analisi ha considerato le critiche alla «politica delle dighe» contenute nel rapporto della World Commission on Dams (2000), che riguardano la carenza di analisi preparatorie approfondite per la valutazione degli impatti delle nuove infrastrutture su ambienti, economie e comunità locali; e la superficialità delle analisi costi-benefici, che avrebbero potuto far optare per soluzioni alternative più efficienti rispetto a quelle delle grandi dighe. L’analisi ha inoltre individuato diverse criticità di una politica nazionale che, sulla scia degli orientamenti internazionali, ha basato la strategia idrica sulla sola mobilitazione della risorsa, creando profonde disparità nello sviluppo delle zone a monte e a valle del bacino. A differenza dell’auspicato sviluppo territoriale omogeneo nel bacino del Sebou, con effetti di diffusione a livello nazionale, il risultato è la creazione di nuovi centri dominanti e di periferie degradate (Reynaud, 1988), con l’aggravante di aver privilegiato, anche nelle centralità regionali, attori non locali. Gli impatti quindi non sono stati di miglioramento della qualità della vita delle comunità locali, ma di sfruttamento economico ora in declino di spazi agrari da parte di imprenditori nazionali ed internazionali. All´interno del bacino, è stata considerata in particolare l’area della piana del Gharb, a valle del Sebou, favorita dai piani di sviluppo agricoli e agroindustriali, che l’hanno trasformata in una core area per l'economia regionale e nazionale. A distanza di qualche decennio dal lancio di tale progetto di territorializzazione, si può avviarne una valutazione complessiva, rispetto alla sostenibilità dello sviluppo perseguito, e quindi degli impatti rispetto agli ecosistemi, alla creazione di opportunità economiche reali e diffuse, e al rispetto dei sistemi di vita delle comunità residenti. In questo quadro, il tema della gestione delle risorse idriche appare oggi cruciale, non solo per la preservazione delle risorse, ma anche per la salvaguardia dei gruppi umani coinvolti (Petrella, 2001). Per quanto riguarda il primo obiettivo, un passo avanti è stato compiuto grazie all’introduzione del principio della Gestione Integrata delle Risorse Idriche, che stabilisce che la gestione dell’acqua debba tenere conto non più del solo aumento dell’offerta, ma anche del controllo della domanda e della qualità dell’acqua (Global Water Partnership, 2000). Per quanto riguarda l’obiettivo del rispetto delle economie e delle comunità umane (oltre al rispetto degli ecosistemi), un riferimento importante è costituito dal rapporto della World Commission on Dams (2000), istituita nel 1998 a seguito di un criticismo sempre più acceso rispetto all’efficacia delle grandi dighe per lo sviluppo, fatto proprio dalla stessa Banca mediante una commissione aperta ad ONG, compagnie private ed enti di ricerca. Il lavoro e´ stato presentato al convegno “I Lunedì della Geografia Cafoscarina. Un decennale. Nuove prospettive in geografia”, tenutosi a Venezia il 6-7 novembre 2008. L´analisi proposta in questo articolo e´ parte di un programma di ricerca sulla gestione integrata delle risorse idriche nel Mediterraneo, svolta presso il Centro Interdipartimentale IDEAS dell´Università Ca’ Foscari di Venezia.