/116 Recerques i Assajos Revista catalana d’història 16 (2023), 116 -134 ISSN: 1889-1152. DOI: 10.1344/segleXX2023.16.6 Forme della censura nell’Italia del secondo Novecento Flavia Erbosi , Alessandro Barile Sapienza Università di Roma favia.erbosi@uniroma1.it https://orcid.org/0009-0009-2498-9339 Alessandro Barile * Istituto di Studi Politici “S. Pio V” alessandro.barile@istitutospiov.it https://orcid.org/0000-0001-5267-3416 Abstract L’articolo analizza l’evoluzione della censura in Italia nel secondo dopoguer- ra, attraverso lo studio della legislazione prodotta tra il 1943 e il 2017. Particolare attenzione sarà data agli anni che vanno dal 1948 al 1962, periodo caratterizzato dalla maggiore continuità nell’azione censoria rispetto al precedente regime fas- cista. Successivamente, a partire dall’approvazione della legge n. 161/1962, l’azione censoria muta lentamente di segno. La fne della fase più acuta della guerra fredda, insieme all’avvento dei consumi culturali di massa, favoriscono un diverso uso della censura da parte della Democrazia cristiana. Da un lato, vi è un rilassamento dell’azione repressiva; dall’altro, la censura diviene un tassello di una più ambiziosa politica culturale. A partire dagli anni Sessanta la Dc riuscirà così a sfruttare la mo- dernizzazione dei consumi culturali mantenendo un rapporto con il più tradizio- nale messaggio cattolico, in una linea di continuità con una visione della cultura in chiave pedagogica e moralizzatrice. Parole chiave: Censura; Politiche culturali; Democrazia Cristiana; Intrattenimen- to di massa; Guerra fredda. Fecha de recepción: 23/03/2023 Fecha de aceptación: 25/05/2023 * Gli autori condividono lo studio qui proposto nella sua interezza. Ai soli fni della suddivisione curriculare, i paragraf L’as- setto giuridico della censura in Italia (1943-1962) e L’evoluzione legislativa della censura (1962-2017) sono da attribuirsi ad Alessandro Barile; il paragrafo Censura e intrattenimento di massa, con i relativi sotto-paragraf Il Teatro, La Televisione e Il Cinema, a Flavia Erbosi. L’Introduzione e le Conclusioni sono opera congiunta dei due autori.