XII Congresso Nazionale IGIIC – Lo Stato dell’Arte – Accademia Di Belle Arti di Brera – Milano 23/24 ottobre 2014 - 363 - RESTAURO E CONSERVAZIONE DI CINQUE BANDIERE APPARTENENTI AL MUSEO DEL RISORGIMENTO DI MILANO Maria Giorgi* Graziella Palei** Marina Messina ***Isetta Tosini**** *Maria Giorgi restauratrice e consulente per la conservazione, libero professionista, Piazza Marconi 13 – 53018 Sovicille – Siena 0577 314173, mariagiorgi@tiscali.it **Graziella Palei, restauratrice, Via B. Peruzzi 63/5 – 53100 Siena 0577 45665, graziella.palei@tin.it ***Marina Messina, Direttore del Polo dell’Ottocento, Raccolte Storiche, Settore Musei Comune di Milano Via Borgonuovo 23 Milano ,0288464186, marina.messina@comune.milano.it ****Isetta Tosini Direttore Coordinatore Laboratorio di Biologia presso Laboratori Scientifici Opificio delle Pietre Dure Viale F.Strozzi 1 Firenze 50129 isetta.tosini@beniculturali.it telefono 055 4625487 Abstract La collezione di bandiere presa in esame appartiene al Museo del Risorgimento di Milano, in questa sede sono state trattate quattro di medie dimensioni, di cui una già precedentemente restaurata, ed una grande che differiva dalle altre perché dipinta anziché ricamata. Sono state studiate attentamente la confezione e la tecnica di esecuzione, come gli interventi pregressi. I controlli preliminari, i test di pulitura e di stabilità dei colori effettuati in studio e confermati da una serie di indagini effettuate dai Laboratori scientifici dell’Opificio delle Pietre Dure hanno permesso di definire in modo puntuale i vari sistemi di intervento, con l’applicazione nel caso della pulitura del filato metallico di una soluzione sperimentata di citrato trisodico e acido citrico anidrico molto efficace, utilizzata prima del lavaggio vero e proprio. Il lavaggio e quindi lo smontaggio di parti della confezione si è reso necessario a causa della consistente presenza di agenti inquinanti sia sotto forma di sostanze assorbite che come depositi di materiale de coeso superficiale. La bandiera già restaurata è stata invece pulita per azione meccanica tramite l’applicazione di gomma Wishab frantumata. Per il consolidamento delle aree degradate e delle lacerazioni presenti sulle superfici è stata utilizzata una tecnica mista ago-resina, con un consolidamento parziale a resina, generalmente applicato sul retro di ciascuna zona, individuabile spesso per colore. Il supporto in crepeline di seta precedentemente tinto e trattato con resina polivinilica ampiamente testata Mowilith SDM5 e fatto aderire al tessuto con il termocauterio. si è reso necessario un ulteriore consolidamento ad ago su tessuto in tela o rasatello di seta fermato con filze alternate verticali o lungo le cuciture di unione fra i teli che compongono il manufatto o lungo i ricami a seconda delle linee di forza. Le zone con presenza di degradi e slegature molto lunghe sono state consolidate, a punto posato con filato in seta Per la conservazione ed immagazzinaggio, i manufatti sono stati posti all’interno di una struttura leggera, appositamente costruita per ogni bandiera, in cartone non acido, con modalità a libro al cui interno vi erano due passepartout ad incorniciare la bandiera. Il manufatto si presenta così a vista su entrambi i lati, fermati tramite i tre nastri in organza di seta non tinta inseriti verticalmente internamente ai due lati, cuciti sui bordi esterni della bandiera e fissati all'interno dei passepartout. Introduzione e cenni storici Il Museo del Risorgimento, ebbe origine nel 1884 dalla volontà dei milanesi di inviare all’esposizione Generale Italiana di Torino una raccolta di testimonianze relative all’epopea risorgimentale. Chiusa la mostra, i materiali trovarono una prima sistemazione nel Salone dei Giardini Pubblici (ex Convento delle Carcanine) per essere poi trasferiti nel 1896 al Castello Sforzesco. Oggi il Museo ha sede nel settecentesco Palazzo Moriggia, progettato nel 1755 da Giuseppe Piermarini a ridosso del vasto complesso di Brera. Fin dalla nascita il Museo si presentò come una istituzione in grado di affiancare ai compiti di tutela della memoria e di costruzione dell’identità nazionale, che gli erano propri, il ruolo di istituto impegnato nel campo della ricerca grazie all’organizzazione di una biblioteca e di un archivio, che sono oggi tra i più importanti in Italia per lo studio della storia nazionale recente. Questi compiti connotano ancora oggi la sua presenza nel panorama degli istituti culturali cittadini. La ricca collezione di dipinti, cimeli e stampe conservata al Museo del Risorgimento illustra il periodo della storia italiana compreso fra la prima campagna di Napoleone Bonaparte in Italia nel 1796 e l’annessione di Roma al Regno d’Italia nel 1870. Il primo nucleo della collezione venne costituito in occasione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884, dove un cospicuo numero di cimeli e documenti sul Risorgimento italiano trovarono posto nel padiglione del Risorgimento. Al termine della rassegna il materiale fu trasferito nel Salone dei Giardini Pubblici di Porta Venezia a Milano, dove il 24 giugno 1886 venne ufficialmente inaugurato il Museo del Risorgimento Nazionale. Vari trasferimenti hanno portato il museo prima nelle sale della Rocchetta del Castello Sforzesco (1896), in seguito alla Casa Manzoni dopo i bombardamenti del 1943, infine nel 1950 nella sede definitiva a Palazzo Moriggia. Già sede, in epoca napoleonica, del Ministero degli Esteri e, in seguito, del