1 ARCHIVIO DI STATO DI NAPOLI SERIE TORRI E CASTELLI [Per quanto riguarda le torri costiere della Puglia è stato pubblicato il seguente volume: Riccardo Costernino, Torri e costiere e torrieri nel Regno di Napoli (1506 – 1806), Vittorio Foglia, Visita alle torri costiere della Capitanata (1594 – 1978). Istituto Italiano dei Castelli, Roma, Edizione di 500 esemplari numerati, realizzata dalla Typos di Lissone, finito di stampare nel mese di giugno 1978. Esemplare n° 151, presso l’ASN al n° 15]. I volumi che riguardano la Capitanata sono: Il 48, anno 1543. È stato pubblicato da Vincenzo Ruggieri, col suo titolo originale: Conto della spesa per la fabbrica della città di Vieste, Rubettino editore, 1993. Apparentemente la lettura di questo volume ci dà solo le spese occorse per la costruzione delle mura difensive della città di Vieste. Tali mura difensive non sono da confondersi né con la costruzione o la fortificazione del Castello della città, né con le mura attuali, le quali sono in parte più antiche e in parte coeve o successive. Questa grandiosa fortificazione della città di quest’anno fu assolutamente inutile, e, difatti, appena Dragut spiegò le sue vele verso l’Albania, furono abbattute e la città ridotta negli angusti confini in cui sarebbe rimasta fino all’inizio del 1800. Ho categoricamente escluso che si sia trattato della costruzione del castello o della sua fortificazione, perché, come vedremo, un documento esplicito del 1541 attesta che tale intervento di consolidamento del castello fu effettuato con gli introiti della tassazione dei domini del Duca di Sessa, per un ammontare di 2000 ducati. Dall’attenta lettura di questo documento si può desumere anche il focatico del paese, perché, tra gli altri introiti, sono inglobate anche le tasse ordinarie di quell’anno. Bisogna ricordare che allora le tasse ordinarie venivano pagate in tre rate, in tre tercj, come si esprimevano allora, la prima a natale, la seconda a pasqua e l’ultima ad agosto. Tali rate poi venivano raccolte dai notai o funzionari locali. Nel nostro documento si legge chiaramente il tercio di agosto consistente in ducati 185, tarì 1 e grana 3, come pure quello di natale, di pari importo. La tassazione totale che ne derivava, è di ducati 555, tarì 3 e grana 8, che d’ora in poi scriveremo, come usavano gli antichi γ 555.3.8. Tale tassazione corrisponde, facendo gli opportuni calcoli, a 368 fuochi, cioè a circa 1650 abitanti. Ogni fuoco era tassato, per tutta la provincia di Foggia, in ragione di 15 carlini e grana 1 o fuoco, ossia 151 grana, un ducato e mezzo. Il 49, anni 1568-69. Foglio 9: Introyto delle grane 7½ a foco per la guardia dele turre marittime dell’anno 1568 e 1569 Manfredonia, per fochi registrati 620, deve γ 43.4.11⅓. Vieste, per fochi registrati 139, deve γ 9.4.4½ (Si noti che i fuochi di Vieste sono diminuiti da 368 a 139, cioè a poco più di 600 abitanti).