COLTURE PROTETTE – N. 11 – 2005 85 I l contributo specifico dato dagli au- tori è stato il seguente: A. Canale e G. Magnani hanno definito il piano sperimentale; A. Canale ha effettuato i rilievi di campo sulla entomofauna; B. Conti ha classificato i tisanotteri cattu- rati; F. Filippi ha curato la parte agrono- mica dei rilievi. La stesura del testo è stata svolta collegialmente. Lavoro eseguito in ambito del pro- gramma di ricerca nazionale Cofin 2001 “Materiali plastici innovativi per la pro- tezione delle colture” (coordinatore na- zionale C. Manera). U.O. Università di Pisa “Valutazione agronomica di mate- riali plastici biodegradabili di copertura, per la pacciamatura e per la solarizza- zione del terreno” (Resp. G. Magnani). Introduzione Se per il pomodoro da industria (Ly- copersicon esculentum Mill.) la tecnica della pacciamatura non è mai riuscita ad affermarsi nella pratica, in ragione soprattutto degli elevati costi, tale mez- zo di difesa e di protezione della coltu- ra ha suscitato di recente un rinnovato interesse per determinate produzioni quali le biologiche, in relazione anche alla disponibilità di nuovi manufatti utilizzabili per la copertura del terreno (Siviero et al., 2000). Tra questi posso- no iscriversi ovviamente i materiali biodegradabili (Magnani et al., 2005), oppure quelli che presentano caratteri- stiche ottiche “funzionali”, adatti cioè per ottenere, oltre ai normali vantaggi inerenti alla pacciamatura (anticipo della maturazione, risparmio nell’uti- lizzo dei fertilizzanti, dell’acqua, degli antiparassitari e dei diserbanti, riduzio- ni dell’incidenza dei marciumi in virtù dell’assenza di contatto delle bacche con il terreno), particolari effetti sulla pianta coltivata o sugli organismi ospi- ti della medesima. Proprio a quest’ultimo proposito, so- no stati studiati e proposti, in alternati- va ai tradizionali film neri o fumé, ma- teriali plastici bianchi, variamente allu- minati o colorati, capaci in ogni caso di riflettere la “luce”, alterandone even- tualmente lo spettro naturale. Infatti il ricorso alla pratica della pacciamatura con tali film plastici, comunque riflet- tenti, sembra offrire una possibilità di difesa indiretta verso le più comuni e pericolose infezioni virali, in quanto una modificazione della “luce” a livel- lo della coltura è in grado di determina- re un’azione repulsiva nei confronti di afidi e di aleurodidi vettori di virus (Smith e Webb, 1969; Wolfenbarger e Moore, 1979; Schalck et al ., 1979; Brown et al., 1993, 1996; Smith et al., 2000). A questo fine sono stati saggiati, su numerose colture orticole in diverse parti del mondo, film coestrusi double- face “bianco/nero”, mettendoli a con- fronto sia con materiali plastici allumi- nati sia con film tinteggiati con vernici argentate (Brust, 2000; Caldwell e Clarke, 1999; Giunchedi et al., 1991; Summers et al., 1995). I diversi film re- pellenti per l’entomofauna sono stati anche valutati in associazione a tratta- menti insetticidi (Pinese et al., 1994; Powell e Stoffella, 1993), per verificare l’incidenza della trasmissione virale su cultivar tolleranti o meno le virosi (Boyhan et al., 2000). Relativamente ai film alluminati, sperimentati in condi- zioni diverse, è stato in generale evi- denziato che il loro effetto si esplica, il più delle volte, tramite una significati- va riduzione della popolazione del fito- fago presente sulla coltura (Boyhan e Brown, 1998; Brown et al. , 1993 e 1996; Csizinszky et al., 1995 e 1998; Smith et al., 2000). Focalizzando l’at- tenzione sempre su questi insetti vetto- ri (afidi e aleurodidi), sono stati ottenu- ti recentemente risultati di un certo in- teresse sulla produzione della zucca da zucchini (Cucurbita pepo L.) in coltura estiva di pieno campo (Magnani et al., 2003), pacciamata sia con un film allu- minato sia con uno giallo, i quali hanno determinato un certo contenimento del- l’entomofauna dannosa ospite della pianta. Riguardo ai tisanotteri, ordine di in- setti a cui appartengono specie spesso molto dannose per numerose ortive coltivate responsabili al pari degli afidi e degli aleurodidi, di danni diretti e in- diretti, quali vettori di virus (Lewis, 1997; Parker et al., 1995), è noto che i differenti colori con i quali vengono realizzate le trappole possono esercita- re una diversa attrazione nei loro con- Pacciamatura colorata per il pomodoro: entomofauna ospite e caratteristiche della produzione Angelo Canale*- Galileo Magnani** - Barbara Conti* - Ferruccio Filippi** * Dipartimento di Coltivazione e Difesa delle Specie Legnose “G. Scaramuzzi” dell’Università di Pisa - Sezione di Entomologia agraria. ** Dipartimento di Biologia delle Piante Agrarie dell’Università di Pisa - Sezione di Orticoltura e Floricoltura. RICERCA E SPERIMENTAZIONE