LRCW6 (Archaeopress 2021): 471–483 Introduzione Portus (Fiumicino), il porto marittimo di Roma, situato a 3 km del porto fluviale di Ostia Antica (Figure 1.1), è stato oggeto negli ultimi anni di un’intensa attività archeologica. Dal 2012 sono state effettuate operazioni di scavo e pulizia in corrispondenza della cella C9 e del tratto di corridoio C12 dei c.d. Magazzini Traianei, posti presso l’angolo sud-est della darsena (Figure 1.2- 3). L’intervento di ricerca, portato a termine dall’École Française de Rome (coordinamento d.ssa E. Bukowiecki), ha visto la collaborazione di diverse professionalità ed è attualmente in corso di pubblicazione. I lavori erano principalmente volti a definire le diverse fasi edilizie della struttura dei magazzini, in particolare il rapporto tra il corridoio e le celle, la viabilità interna e le soluzioni strutturali di volta in volta adottate per migliorare la funzionalità delle attività di carico, scarico e stoccaggio delle merci, anche in relazione alle modifiche attuate nel tempo in particolare sul corridoio prospicente la darsena. (Bukowiecki e Panzieri 2013). I lavori archeologici, sulla base delle strutture rilevate, hanno permesso di comprendere le diverse fasi costruttive dell’impianto tra l’età Claudia e l’età Severiana e hanno messo in luce sia nella cella C9 che nel corridoio C12 livelli tardoantichi, connessi alle ultime fasi di frequentazione prevalentemente a scopo funerario della cella e parzialmente del corridoio. Lo studio preliminare dei materiali di questi livelli offre un primo panorama delle produzioni ceramiche attestate nell’area in età tardoantica e del rapporto percentuale intercorrente tra di loro. L’obiettivo di questa analisi è restituire una possibile immagine delle merci che giungevano nel porto romano e delle connesse dinamiche commerciali in un periodo, tra le modifiche dei secoli III e IV e le guerre gotiche (535-553 d.C.), in cui Portus inizia un lento declino. Contes di provenienza Il materiale proveniente dalle operazioni di pulizia e scavo è stato conteggiato, suddiviso in classi e, al loro interno, in frammenti significativi (OAF: orli, anse, fondi) e pareti. Sono stati presi in esame 5956 reperti di cui solo 519 pertinenti ai livelli di età imperiale, che contribuiscono soprattutto alla definizione cronologica degli interventi costruttivi, ma saranno trattati in un’altra sede. 334 reperti appartengono a classi diverse dalla ceramica (vetro, intonaco, marmo, mosaico, metallo, ossa, malacofauna o special finds). I frammenti ceramici significativi (OAF), escluse le pareti, sono 1665. Per quanto attiene le anfore allo stato attuale della ricerca non è stato possibile suddividere le pareti sulla base della provenienza, queste ultime sono state esclusivamente contabilizzate, dunque le percentuali sulle produzioni presenti sono state effettuate sui frammenti significativi (OAF). Due sono i contesti analizzati: il Contesto 1, della cella C9 ed il Contesto 2, del corridoio C12, entrambi di simile composizione. Contesto 1: Cella C9 All’interno della cella C9 sono stati messi in luce un insieme di strati tardoantichi (US 136, 137, 173, 176, 1010, 1018, 1019) ad eccezione di due UUSS (1039 e 1046) con materiali che risalgono al IV secolo. Nella sua fase di vita tardoantica lo spazio era occupato da diverse sepolture rappresentate per lo più da fosse terragne con copertura in frammenti di anfora o laterizi e rari materiali frammentari associati al riempimento della fossa, ma probabilmente non ad un possibile corredo. Il contesto ha restituito 1390 reperti di cui il 55,8% costituito da anfore, il 9,5% da ceramica fine (di cui il 97,7 Contesti tardoantichi dai c.d. Magazzini Traianei a Portus (Fiumicino) Alessia Conno 1 and Alejandro Quevedo 2 1 Segretariato Regionale MIBACT per il Lazio, 2 Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma EEHAR-CSIC alessia.contino@beniculturali.it, aquevedosanchez@gmail.com Abstract: The paper presents the pottery from a survey held in the caella C9 and the corridor C12 of the so called Magazzini Traianei in Portus (Fiumicino, Rome, IT). The survey investigated the different building phases of the area. The pottery dates to between the 4th and 5th centuries AD and is associated with the last levels of activity, when the caella and the corridor above were used for burials. The preliminary study of the pottery offers a panorama of the production attested in the Portus area in Late Antiquity. In the context the amphora Keay LII and similis is well attested, testifying the imposition of the tiutulus canonicus vinarius in the Bruttium and Sicily region from the 5th century AD. This Late Antique context well testifies the presence of Pantellerian Ware, African cooking and common wares and African Terra Sigillata. Moreover, it is possible to note the presence of the Hispanic amphora Mojon 1, typologically based on African spatheia. It is possibile to compare the data of the so-called Magazzini Traianei, regarding the high percentage of the amphorae and of the imported pottery, with the other known contexts in Portus, especially the Basilica Paleocristiana, the Palazzo Imperiale and the Antemurale (the late city wall). Keywords: POTTERY; COMMERCE; AMPHORAE; PORTUS; PANTELLERIA; AFRICA