Medico e Bambino 4/2008 235 Problemi speciali S econdo la definizione data dal- l’OMS sono considerati neonati prematuri quelli che vengono al mon- do prima della 37 a settimana di età ge- stazionale 1 e in base a quest’ultima so- no suddivisi in tre categorie: tra la 20 a e la 27 a settimana di gestazione, tra la 28 a e la 31 a settimana di gestazione e tra la 32 a e la 36 a settimana di gestazione 2 . Considerando che durante le ultime settimane di gestazione il feto acquista circa 700-800 g di peso, è chiaro che i neonati prematuri sono anche neonati di basso peso. I neonati con peso alla nascita minore di 2500 g sono consi- derati di “basso peso alla nascita” (LBW), quelli con peso inferiore a 1500 g sono definiti di “peso molto bas- so alla nascita” (VLBW) mentre quelli con peso inferiore a 1000 g sono defi- niti ELBW, ovvero di “peso estrema- mente basso alla nascita” 3 . In alcuni Paesi (Finlandia, Francia, Scozia) si è registrata una riduzione dei parti pretermine 4-6 ma, in media, ne- gli ultimi 30 anni la loro incidenza non si è modificata significativamente ed è stimata fra il 6% e il 15% di tutti i parti. La frequenza aumenta con l’aumenta- re dell’età gestazionale 7,8 . In Italia, secondo i dati più recenti (2003) del Certificato di assistenza al parto (CeDAP), elaborato dal Ministe- ro della Salute (una rilevazione che co- pre circa l’84% delle nascite), pesi infe- riori ai 1500 g si osservano nello 0,9% dei nati, mentre il 5,8% ha un peso com- preso tra 1500 g e 2499 g; i nati a ter- mine con peso inferiore ai 2500 g co- stituiscono il 2% 9 . CONSEGUENZE DI UNA NASCITA PRETERMINE L’interesse per questo evento ripro- duttivo avverso è riconducibile soprat- tutto al suo importante ruolo come de- terminante della mortalità infantile, specialmente quella neonatale; infatti i neonati di peso molto basso, pur rap- presentando soltanto l’1% delle nasci- te, contribuiscono a oltre il 60% delle morti neonatali, al 40% di quelle infan- tili 10 e alla morbilità infantile 11 , che ri- chiede grande impegno assistenziale e costi di gestione molto elevati. Negli ul- timi cinquant’anni, nei Paesi industria- lizzati, si sono verificati un sostanziale e costante declino della natimortalità e mortalità infantile (negli ultimi dieci anni in Italia si è dimezzata, attestan- dosi sul 4-5 per mille nati vivi) 12 , una PRETERM BIRTH OUTCOMES: A BRIEF REVIEW (Medico e Bambino 2008;27:235-238) Key words Preterm birth outcomes, Premature, Physical-neurological disabilities Summary In the last twenty years the survival of the premature babies has improved. The obstetric- neonatal care has been effective in increasing survival among prematures, unfortunately they are not so effective to reduce the outcomes among the survivors (physical-neurologi- cal disability) in the long run. The serious disabilities (cerebral paralyses, blindness, deaf- ness, etc.) are recorded approximately in the 10% of the cases, while the minor disabili- ty (light alterations of the tone and/or of the gait, behavioural and learning disorders, the language and the oculo-motoria coordination) have high incidence, between 23% and 60%. Therefore, it is important that the practices of the obstetric approach and neonatal intensive care are associated to a careful monitoring of outcomes in terms of mortality as well as of chronic pathologies in the survivors. Piccola ma esauriente sintesi dei danni della nascita pretermine, del loro peso statistico, dei loro effetti epidemiologici sulla pediatria generale. Correlato all’editoriale sull’organizzazione del Percorso Nascita. Outcome della nascita pretermine: una breve review MANUELA CHIAVARINI, LILIANA MINELLI Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche e Sanità Pubblica, Università di Perugia