Cuadernos de Filología Italiana ISSN: 1133-9527 MONOGRÁFICO 81 Cuad. filol. ital. 31, 2024: 81-90 Recibido: 29/11/2023 • Modificado: 22/02/2024 • Aceptado: 15/04/2024 https://dx.doi.org/10.5209/cfit.92780 Vincenzo Pernice Università degli Studi di Milano. Dipartimento di Beni culturali e ambientali, Via Noto 6, 20141 – Milano «Donne, preferite i gloriosi mutilati!». Protesi narrative in F.T. Marinetti IT Riassunto. Il contributo si concentra sulla rappresentazione del mutilato come disabile nell’opera di F.T. Marinetti. Dapprima sono passati in rassegna i luoghi in cui l’autore celebra il corpo degli amputati di guerra. Successivamente si rintracciano nei medesimi scritti degli aspetti problematici. Infine segue un bilancio critico sul trattamento della disabilità da parte di Marinetti e del futurismo. Parole chiave: disabilità; F.T. Marinetti; futurismo; mutilati di guerra. EN «Donne, preferite i gloriosi mutilati!». Narrative prosthesis in F.T. Marinetti EN Abstract. This paper focuses on the representation of the war wounded as disabled people in the writings of F.T. Marinetti. After a review of the works where the author celebrates the body of the war amputees, some controversial aspects in the same corpus will be highlighted. Lastly, a critical assessment on Marinetti and the Futurist movement’s treatment of disability will follow. Keywords: disability; F.T. Marinetti; Futurism; war wounded. Sommario: 1. Introduzione 2. Tesi: «Fusione dell’acciaio e della carne» 3. Antitesi: «Tutto in vetrina» 4. Sintesi: soldatini di stagno 5. Appunti per un’iconografia. Come citare: Pernice, Vincenzo (2024): «“Donne, preferite i gloriosi mutilati!”. Protesi narrative in F.T. Marinetti», Cuadernos de Filología Italiana, 31, pp. 81-90. https://dx.doi.org/10.5209/cfit.92780 1. Introduzione Tra le conseguenze più tragiche della Grande guerra va annoverato il numero senza precedenti di feriti e disabili tornati dal fronte. Le stime raccontano di circa 120.000 invalidi e mutilati accertati al 1919, pari a oltre il 3% dei combattenti (Labanca 2016: 20-21). In particolare la categoria dei mutilati (30.000 di cui 21.000 gravi), nell’accezione comune di «amputati», ossia persone che hanno