161 Dal paesaggio all’atmosfera. Il racconto televisivo della Puglia Luca Bandirali, Università del Salento luca.bandirali@unisalento.it Introduzione Una donna alla guida, con i figli al seguito, attraversa le strade tortuose che conducono a Vico del Gargano: inquadrature zenitali alternate a soggettive della protagonista ci restituiscono le immagini suggestive della Foresta Umbra, pronte a tradursi in paesaggio quando la donna, nella figura del dicitore manierista, indica la natura circostante per candidarla all’apprez- zamento dei propri figli ma anche degli spettatori. È una delle prime scene di Questo è il mio paese (2015), miniserie televisiva prodotta da Rai Fi- ction e girata tra Puglia e Basilicata, sebbene l’ambientazione narrativa sia calabrese. La scoperta del Meridione d’Italia da parte dell’industria audiovisiva ita- liana è un fenomeno ormai ampiamente consolidato. Vent’anni fa, una spettacolare serie di inquadrature aeree ci mostrava il mare in burrasca che, in un mattino assolato, sferzava le rocce del frastagliato litorale sa- lentino, tra Santa Cesarea e Tricase; erano le immagini su cui scorrevano i titoli di testa della fiction Il giudice Mastrangelo (2005-2007), una delle prime produzioni televisive di un network nazionale interamente ambien- tate e realizzate in Puglia. Eravamo agli albori di una nuova era, quella della devolution che all’epoca coinvolse tutto il settore audiovisivo ita- liano, spingendo le produzioni verso alcune regioni attrattive per ragioni economiche, ambientali, paesaggistiche. La Fondazione Apulia Film Commission, con notevole lungimiranza, son- dava in quegli anni le grandi potenzialità delle location televisive, altamen- te impattanti sulla disseminazione del brand territoriale pugliese, almeno