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■ La penisola come centro
Fin dall’inizio la Crimea zarista fu una pro-
vincia molto speciale. Per comprenderne le
ragioni è utile anteporre alla discussione
di due monografie recenti sul tema – il li-
bro di Kelly O’Neill sull’assimilazione della
penisola fino a metà Ottocento e la ricerca
di Mara Kozelsky sull’esperienza della
guerra di Crimea
1
– le considerazioni of-
ferte da Andrej Zorin a proposito del mito
della conquista settecentesca crimeana e
del «progetto greco» che ne sottendeva la
centralità ideologica. In uno dei contributi
più importanti alla storia del pensiero poli-
tico russo che sia stato pubblicato da molto
tempo, Zorin esplora non i fatti militari o
diplomatici, ma il contorno di idee, rappre-
sentazioni e simboli che li motivarono, il
perché soggettivo dell’acquisizione territo-
riale raccontato a se stessi e al mondo
2
.
La conquista crimeana del 1783 era certo
un episodio del confronto con la potenza
meridionale ottomana che risaliva a Pie-
tro il Grande e si sarebbe protratto lungo
l’Ottocento. Offriva vantaggi commerciali
e strategici importanti (anche se l’accesso
al Mar Nero era già reso possibile dal con-
trollo del porto di Odessa o di Azov). Tutta-
via venne rivestita da un apparato estrema-
mente elaborato (e costoso) di rappresen-
tazioni simboliche che ne sottolineavano
la centralità ideologica. Non sembra esage-
rato, né troppo ricercato parlare della Cri-
mea come di una metonimia spaziale dello
stato zarista, un luogo fisico circoscritto, in
sé non particolarmente ricco di risorse che
dava però senso e legittimità al tutto (e la
cui ipotetica perdita, quindi, appariva come
perdita di senso e legittimità per tutto l’in-
sieme). Il toponimo Nuova Russia, utiliz-
LABORATORIO
La Crimea come impero
in miniatura
Alberto Masoero
1
K. O’Neill, Claiming Crimea: A History of Catherine the Great’s Southern Empire, New Haven, Yale Uni-
versity Press, 2019; M. Kozelsky, Crimea in War and Transformation, Oxford, Oxford University Press,
2019. Si citeranno di seguito i due volumi indicando il numero della pagina nel testo.
2
A. Zorin, Kormja dvuglavogo orla. Literatura i gosudarstvennaja ideologija v Rossii v poslednej treti
XVIII–pervoj treti XIX veka (Nutrire l’aquila bicipite. Letteratura e ideologia di stato in Russia nell’ultimo
terzo del XVIII secolo-primo terzo del XIX), Moskva, Novole Literaturnoe Obozrenie, 2001, pp. 31-64, 95-
122. Cfr. inoltre A. Schonle, Garden of the Empire: Catherine’s Appropriation of the Crimea, «Slavic Review»,
2001, 1; S. Dickinson, Russia’s First «Orient»: Characterizing the Crimea in 1787, «Kritika. Explorations in
Russian and Eurasian History». 2002, 1.
Contemporanea / a. XXIII, n. 3, luglio-settembre 2020
ISSN 1127-3070
© Società editrice il Mulino