« … un Involto di monete antiche …». Il ripostiglio dei primi del Seicento dalla Strada delle Morette di Larciano (Larciano 1828), e i paesaggi del Lago di Fucecchio Giulio Ciampoltrini*, Andrea Saccocci** * Già Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato (giuliociampoltrini@libero.it). ** Dipartimento di Studi Umanistici e del Patrimonio Culturale – Università degli studi di Udine (andrea.saccocci@uniud.it). Abstract « … a packet of ancient coins…». e Early Seventeenth Century Hoard from the Strada delle Morette of Larciano (Larciano 1828), and the Landscapes of Lake Fucecchio. A file from the Uffizi Gallery archives contains the documentation of the discovery of a hoard of silver coins, which occurred in 1828 along the Strada delle Morette, leading from Castelmartini to the Porto delle Morette, on Lake Fucecchio, today included in the territory of the Municipality of Larciano. e complex consisted of an unknown number of coins, thirteen of which were acquired by the Gallery and were meticulously described (coins from the Grand Duchy of Tuscany, the Papal States, the Duchy of Ferrara and the Duchy of Mantua), allowing it to be dated after 1605. e hypothesis is advanced that the burial of the hoard could be connected to episodes of banditry, such as that illustrated by a fresco by Giovanni da San Giovanni (1630-1632), in the church of the Madonna di Fontenuova in Monsummano Terme. Keywords: Coin hoard; Late Renaissance; banditry in Tuscany; Lake Fucecchio; Larciano. Parole chiave: Tesoro di monete; tardo Rinascimento; banditismo in Toscana; Lago di Fucecchio; Larciano. «Archeologia del territorio di Fucecchio»: opera antica e ancora preziosa di Andrea Vanni Desideri 1 , nata nel fervido clima dei primi anni Ottanta del secolo scorso, quando le ricerche di superficie avviate sul finire del decennio precedente stavano dando i primi frutti, coniugandosi con la metodica recensione dei ritrovamenti del passato. Nella scia della remota tradizione ‘topografica’ delle Carte Archeologiche o dei volumi della Forma Italiae, e inserendosi nella corrente di indagini sul territorio che stava rinnovando l’archeologia in Toscana, il dato archeologico diveniva anche testimone di paesaggi perduti. Grazie a questo snello volume, il territorio di Fucecchio è stato a lungo un caso esemplare per il Valdarno Inferiore, di volta in volta aggiornato da nuovi ritrovamenti e da fortunate escursioni in archivi che in quegli anni non erano accessibili con la facilità degli ultimi tempi 2 . È stata proprio una sistematica ricerca nell’archivio ritornato ad essere degli Uffizi, dopo il turbinoso mutamento di denominazioni che ha seguito le vicende dell’istituzione museale fiorentina, a dare occasione di aggiungere una nuova ‘scheda’ al repertorio costruito da Andrea Vanni Desideri, e in anni recenti aggiornato per la fascia settentrionale del territorio di cui egli si era occupato, esteso oltre i confini municipali sino ad abbracciare ampia 1 Vanni Desideri 1985. 2 Si veda ad esempio il caso del ritrovamento di Ponte a Cappiano del 1930, ricostruito sulla scorta di un fascicolo dell’Archivio Storico della Soprintendenza Archeologica per la Toscana, oggi passato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze: Ciampoltrini 2001-2002. parte del bacino del Lago di Fucecchio, dalla Carta Archeologica della Provincia di Pistoia 3 . Condotto fra 2018 e 2019, prima che la pan- demia rendesse tutto più arduo, il riesame delle Filze preunitarie dell’Archivio degli Uffizi 4 si è concentrato soprattutto sui ritrovamenti numi- smatici, rimasti in ombra rispetto ad altri temi, che già dagli anni Settanta avevano goduto di largo interesse, grazie anche all’attenzione per la storia dell’archeologia in Toscana indotta in primis dal magistero di Mauro Cristofani 5 . La recente segnalazione del ritrovamento del 1786, a Firenze, nel complesso stesso degli Uffizi, di un ‘tesoro’ oc- cultato nei primi anni del Seicento, probabilmente da uno dei lanzi del granduca, è frutto di questa rinnovata navigazione nelle carte del XVIII e della prima metà del XIX secolo, essenziale non solo per abbozzare un capitolo di storia dell’archeologia in Toscana, ma anche per la conoscenza del territorio e della sua storia 6 . Negli stessi anni venne sepolto anche un comples- so di monete d’argento che aggiunge una tessera archeologica al policromo mosaico della vita sul Lago di Fucecchio e nelle sue sponde in quegli stessi decenni, oggetto di una serie di ricerche – più volte sintetizzate da Andrea Zagli 7 – non poco fomentate dall’edizione, nel 1988, del memoriale 3 Perazzi 2010. 4 Un sentito ringraziamento al personale tutto dell’ufficio per la gentilezza e la piena disponibilità dimostrate. 5 Cristofani 1983. 6 Ciampoltrini, Saccocci 2021. 7 Zagli 1998; Zagli 2003. 191