M. Ipperico et alii, Convegno Nazionale IGF XX, Torino 24-26 giugno 2009; ISBN 978-88-95940-25-0 103 Calcestruzzo autocompattante nanorinforzato (CNTSCC): proprietà meccaniche e potenzialità Michela Ipperico, Giuseppe Ferro Politecnico di Torino, Structural Engineering Department, Corso Duca degli Abruzzi, 24, 10129 Turin, Italy, michela.ipperico@polito.it, giuseppe.ferro@polito.it Simone Musso Politecnico di Torino, Physics Department, Corso Duca degli Abruzzi, 24, 10129 Turin, Italy; simone.musso@polito.it Jean-Marc Tulliani, Alberto Tagliaferro Politecnico di Torino, Material Science and Chemical Engineering Department, Corso Duca degli Abruzzi, 24, 10129 Turin, Italy; jeanmarc.tulliani@polito.it, alberto.tagliaferro@polito.it RIASSUNTO. Nel presente lavoro vengono presentati i risultati della campagna sperimentale condotta presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale del Politecnico di Torino sulla sperimentazione di una nuova tipologia di calcestruzzi autocompattanti fibrorinforzati: i calcestruzzi autocompattanti nanorinforzati (CNTSCC). Si tratta di calcestruzzi con basso rapporto a/c (0.4), contenenti additivi (superfluidificante e viscosizzante) e privi di aggregato grosso, nei quali il ruolo di “fibra di rinforzo” è svolto da Nanotubi al carbonio a parete multipla. Nella campagna sperimentale condotta sono state preparate due miscele di SCC, nanorinforzate con due differenti tipologie di nanotubi al carbonio: nanotubi Alfa, di produzione giapponese, e nanotubi FCCF189, prodotti presso il Dipartimento di Fisica del Politecnico di Torino. Obiettivo del presente lavoro è la valutazione dell’efficacia di un rinforzo con nanotubi in carbonio a parete multipla di composti cementizi autocompattanti, sia ai fini della resistenza che della duttilità. In particolare, vengono qui esaminati i risultati relativi alle prove di compressione. Inoltre, al fine di valutare la capacità di dissipare energia dei CNTSCC, è stata calcolata l’area sottesa dalla curva tensione-deformazione. PAROLE CHIAVE. Cement; Concrete; Composite; Fracture energy; Nanotube. INTRODUZIONE ’industria delle costruzioni, in particolare quella della prefabbricazione, spesso si trova ad affrontare problemi relativi alla realizzazione di elementi strutturali in calcestruzzo di particolare complessità geometrica; complessità che rende difficoltosa la posa dell’armatura metallica, traducendosi in una dilatazione dei tempi e dei relativi costi di costruzione. Inoltre, l’utilizzo di alte percentuali di armatura, utilizzo spesso giustificato dalla necessità di resistere ad azioni esterne particolarmente severe (ad esempio i sismi), crea difficoltà nella realizzazione in opera. In virtù di tali problematiche negli ultimi anni si è diffuso l’uso di calcestruzzi autocompattanti (SCC). Il calcestruzzo autocompattante (SCC) può definirsi come un calcestruzzo in grado di essere gettato all’interno di una cassaforma di cui riesce ad occupare gli angoli più remoti e di difficile accesso, senza l’ausilio di forze esterne come la vibrazione o la compattazione, ma facendo affidamento esclusivamente al peso proprio. L’uso dell’SCC consente di superare le difficoltà connesse con la complessità geometrica delle strutture e i problemi originati da sezioni ad alta percentuale di armatura. L’aggiunta, poi, di fibre di rinforzo (soprattutto in acciaio SFRC)[1], in parziale o totale sostituzione dell’armatura metallica tradizionale (barre o reti elettrosaldate), consente di ottenere calcestruzzi ad alta resistenza adatti per la realizzazione di strutture L