Etica & Politica / Ethics & Politics, XV, 2013, 1, pp. 389-395 389 La duplice riflessività e la formazione di sé Antonio Da Re Università degli Studi di Padova antonio.dare@unipd.it ABSTRACT The paper is concerned with Fanciullacci’s book about a new understanding of moral phi- losophy, described, following Aristotle, as philosophy of human experience. The author argues that such a perspective should underline two important elements: the so called double reflexivity and the education of self. Using the expression double reflexivity, the goal is to draw attention to the reflexivity of both the practical reason (phronesis) of the subject and the critical investigation of practical philosophy. It is also assumed that we can educate ourselves through the development of stable character traits (virtues and vices). KEYWORDS Practical philosophy, reflexivity, character, virtues and vices. L’ambizioso progetto di Riccardo Fanciullacci è già tutto racchiuso nel titolo e nel sottotitolo della sua ponderosa opera: L’esperienza etica. Per una filoso- fia delle cose umane. Egli muove infatti da una critica, condivisibile, verso gran parte della filosofia morale contemporanea, che è contrassegnata da un forte tasso di astrattezza, frutto a sua volta di un’incapacità a porre adegua- tamente a tema la concreta esperienza pratica dei soggetti. Si potrebbe af- fermare che l’astrattezza è una declinazione di quel carattere estrinseco che spesso contraddistingue la riflessione morale; non a caso la mossa teorica ti- pica di molti contributi filosofico-morali consiste nel far valere in modo af- frettato delle tesi normative, a volte anche assai impegnative, che suonano però come inevitabilmente astratte ed esterne rispetto all’esperienza pratica vissuta dai soggetti. L’alternativa a un simile approccio, il quale prevede l’intervento ‘salvifico’, ma inefficace e, letteralmente parlando, insignificante del pensiero filosofico, è allora quella di partire dall’esperienza, anzi, per ess e- re più rigorosi, è quella di prendere coscienza che si è già situati nell’esperienza e che questa collocazione è importante perché nell’esperienza si danno già, in modo per lo più inespresso e non tematizzato, indicazioni, contenuti, significati, che vanno però ulteriormente e adeguatamente istruiti e tematizzati. Il modello di riferimento di Fanciullacci è rappresentato dalla filosofia pratica di Aristotele concepita come “filosofia delle cose umane” ( he peri ta