159 159 Ombre nere sullo sfavillante parquet. Gli anni della maturità (1933-1953) della dirigente sportiva Marina Zanetti Marco Giani DOI 10.26344/0392-7261/25.1.GIA Gli anni a riposo (1933-1936) Dopo gli anni passati anni alla guida del movimento atletico (e cestistico) italiano (1929-1933) 1 , e la repentina perdita, nell’estate del 1933, della carica di delegata del- la FIDAL, si aprì per la dirigente sportiva Marina Zanetti (Torino, 29 novembre 1904 - Milano, 28 gennaio 1953) il periodo del riposo 2 : meritato, ma probabilmente non tanto desiderato. Prima delle Olimpiadi di Berlino, nel 1936 l’unico evento sportivo a cui la torinese prese parte fu la quarta edizione dei Giochi Mondiali Femminili 3 , a cui l’Italia par- tecipò con un certo ottimismo, mandando 7 atlete, le qua- li tuttavia fecero poi in pista e in pedana una ben magra figura 4 . In vista della partenza, è probabile che Amedeo D’Albora (Napoli, 1898-1980), ossia proprio colui che ave- va sostituito un anno prima la Zanetti a capo del movimen- to atletico femminile italiano, ritenesse necessario affidarsi ancora a colei che così tante volte, negli anni preceden- ti, aveva accompagnato Ondina Valla, Claudia Testoni e socie durante le trasferte internazionali: sarebbe stato ab- bastanza imbarazzante, in effetti, per l’ingegnere napoleta- no, compiere l’intera trasferta senza un’accompagnatrice donna. Il fatto che il nome della Zanetti venga fatto solo dal “Corriere della Sera” 5 può essere spiegato o col desi- derio delle altre testate di non soffermarsi troppo su una figura rigettata dal nuovo corso staraciano, oppure – più semplicemente – perché la torinese si trovò a Londra non in quanto atleta o allenatrice, bensì come dirigente. A gare finite, infatti, sarebbe iniziato il congresso della Fédération Sportive Féminine Internationale (FSFI), cui era stata invi- tata ovviamente anche la «Delegazione italiana» 6 . Nel 1933 Marina Zanetti aveva perso il proprio ruolo interno alla FI- DAL, ma non il suo incarico in FSFI, che quindi dobbiamo presupporre ancora valido per tutti gli anni Trenta. 1 MARCO GIANI, L’animatrice in- faticabile. Marina Zanetti dirigente dell’atletica leggera italiana (1929- 1933), in “Studi Piemontesi”, LII, 2 (2023), pp. 535-545. 2 Nel 1934 un articolo di Marina Zanetti apparve sul numero speciale della rivista “Vita Femminile” (fon- data e diretta da Ester Lombardo) dedicato alla IV Mostra nazionale della Moda di Torino, come si de- duce da “La Stampa”, 26 settembre 1934, p. 4. 3 Si ricordi che «non sono rin- tracciabili rappresentanti italiane nel nucleo delle organizzatrici” dei Giochi Mondiali Femminili» (LU- CIANO SENATORI, Parità di genere nello sport: una corsa ad ostacoli. Le donne nello sport proletario e popola- re, Roma, Ediesse, 2015, p. 48). 4 MARCO GIANI, When Ondina Knocked Over Two Hurdles: The Italian Fiasco at the 1934 Women’s World Games in London, 2020, https://www.playingpasts.co.uk/ar- ticles/gender-and-sport/when-ondi- na-knocked-over-two-obstacles-the- italian-fiasco-at-the-1934-womens- world-games-in-london/ . 5 Fanciulle di quattro continenti in lotta per il primato atletico, “Corrie- re della Sera”, 10 agosto 1934, p. 4 [*]. Il simbolo [*] indica che le tra- scrizioni degli articoli così marcati sono gratuitamente disponibili in formato digitale all’interno del Cor- pus su Donne, Calcio e Sport in Italia (1933 ca.), https://www.academia. edu/35514515/Corpus_su_Donne_ Calcio_e_Sport_in_Italia_1933_ca_. 6 I campionati del mondo femmi-