francesco fronterotta BREVI NOTE SULLA NOZIONE DI ARCHÉ FRA METAFISICA, DIALETTICA E POLITICA In questo breve contributo, intendo proporre delle sintetiche e generali considerazioni intorno alla nozione di ἀρχή – “princi- pio”, “origine” o “inizio” – in qualche momento della riflessione filosofica antica, facendo principalmente riferimento al suo im- piego in ambito metafisico, quindi traendone alcune conseguenze rispetto al suo significato sul piano politico. Un approccio efficace e appropriato a questo esame è certa- mente rappresentato dal primo capitolo del V libro della Meta- fisica di Aristotele, che è appunto dedicato alla chiarificazione dei diversi possibili sensi del termine. ἀρχή significa innanzitutto “punto di partenza”, per esempio il punto da cui ha inizio un movimento oppure il principio di una lunghezza o di una strada; peraltro, in tal caso, è “punto di partenza” di una strada anche il suo capo opposto, se la si prende in direzione contraria. Ma il ter- mine designa pure “ciò a partire da cui ciascuna cosa può venire a essere nel modo migliore”, come avviene per l’apprendimen- to, che non va iniziato necessariamente dal principio stesso della cosa che si deve apprendere, bensì dal punto da cui “la si possa apprendere nel modo più facile”. Oppure ancora l’ἀρχή può indi- care, più radicalmente, il principio della generazione di qualcosa, come le fondamenta per una casa, che ne costituiscono la base o la struttura su cui e da cui essa viene edificata; e, di conseguenza e per estensione, l’agente per azione del quale prende avvio la generazione di qualcosa, come i genitori per il figlio, o perfino “i governi delle città”, di qualunque forma, per scelta dei quali “le cose mosse sono mosse e quelle che mutano mutano”, e le diver- se tecniche, in particolar modo le “architettoniche”, ossia quelle che presiedono ad altre loro subordinate, come l’equitazione ri- spetto alla tecnica di costruzione delle briglie dei cavalli. Infine, ἀρχαί sono pure i principi della conoscenza di qualcosa, come