ormoV 9 (2007), pp. 359-367 Claudio Vacanti Il sogno di Annibale Nel Dialogo dei morti di Luciano, s’accende, tra le ombre di Anni- bale, Alessandro e Scipione, una disputa per stabilire chi sia stato il miglio- re condottiero. 1 Ciascuno, naturalmente, rivendica per sé il titolo. Nella orgogliosa dichiarazione di Annibale troviamo una frase interessante, che si riferisce all’uso del soprannaturale da parte del re macedone: «Non conse- guii questi risultati facendomi chiamare figlio di Ammone, – dice il Carta- ginese – o simulando di essere un dio, oppure raccontando i sogni di mia madre». 2 L’Annibale di Luciano, insomma, attribuisce i propri successi ai soli risultati sul campo. «Niente sogni, per favore», sembra dire il generale pu- nico. Nel suo ragionamento si coglie l’implicita premessa che giocando col soprannaturale – fingendo di essere figli d’un dio o raccontando, appunto, sogni di gloria futura –, tutto diviene un po’ più facile, nel difficile campo della guerra. Sembra quasi che Annibale rivendichi per sé una sorta di one- stà intellettuale che le fonti latine non hanno mai concesso al Cartaginese. Il condottiero punico è anzi sempre stato dipinto come infido per natura, ancor più dei suoi connazionali che agli occhi dei Romani erano un popo- lo, anzi il popolo, con la fides più bacata del mondo conosciuto: quella del Barcide è infatti, come dice Livio, una perfidia plus quam punica. 3 Lasciamo per un po’ l’ombra di Annibale a dibattere tra i bui recessi di Ade; e proviamo a incontrarlo nei pressi del fiume Ebro, nella primavera del 218 a.C., così come ce lo mostra Livio. Il Cartaginese è appena partito col suo esercito da Carthago Nova , dove ha svernato subito dopo aver espugnato Sagunto, l’ultima sentinella romana al di qua del fiume Ebro. Tutto è pronto per l’invasione dell’Italia: ha diviso sapientemente l’esercito nei vari teatri di guerra; ha rinsaldato la sua posizione in Spagna affidando il comando al fratello Asdrubale; e sta per attraversare l’Ebro, il suo Rubi- cone. 1 Sul dialogo, cfr. B. Baldwin, Alexander, Hannibal and Scipio in Lucianus, «Emerita» LVIII (1990), 51-60. 2 Lukian. DMort. 25. Il riferimento ad una sorta di processo per stabilire chi sia il migliore generale è anche in Lukian. VH II 9. 3 Liv. XXI 4, 9.