115 ACTA UNIVERSITATIS PALACKIANAE OLOMUCENSIS FACULTAS PHILOSOPHICA PHILOLOGICA 76 SPETTATORI NEL 1911 Alessandro Marini È stato grazie a “Cinema Nuovo”, che, ormai qualche anno fa, è stato ripubblicato un breve testo, “con ogni probabilità il primo in cui la psicologia italiana incrocia, lungo l’asse delle sue ricerche il cinema” 1 , apparso nel 1911 negli Atti della Regia Accademia delle Scienze di Torino con il titolo Di alcune osservazioni psicologiche fatte durante rappresen- tazioni cinematografiche. L’autore è Mario Ponzo 2 , un giovane psicologo formatosi alla scuola torinese di un allievo di Wundt, Federico Kiesow, “venerato Maestro” dal quale Ponzo aveva appreso l’ideale scientifico di una psicologia che si avvicinasse quanto più possibile alle scienze fisiche. Prima di rileggere questo interessante documento, è dunque necessario soffermarci brevemente sulle coordinate fondamentali della psicologia indivi- duale di Wundt, che fu il modello più autorevole nella formazione scientifica di Ponzo, il cui approccio al film non è infatti che un’applicazione fedele dei metodi wundtiani. 1. Wundt e il metodo sperimentale Non si può negare a Wilhelm Wundt 3 il merito di aver fatto della psicologia un ambito di ricerca autonomo dalla filosofia. A tal fine Wundt costruì letteralmente un sistema e un metodo, definì oggetti e ipotesi di base: fornì insomma una base concettuale unitaria alla psicologia. Di essa occorreva innanzitutto individuare l’oggetto di studio e il compito: Due vie si svolgono per lo studio dell’esperienza. L’una è quella della scienza naturale, che considera gli oggetti dell’esperienza nella loro natura pensata indipendentemente dal soggetto; l’altra è quella della psicologia; essa investiga l’intero contenuto dell’esperienza nella sua relazione col soggetto [...] In base a ciò il punto di vista della scienza naturale, essendo solo possibile mediante l’astrazione del fattore soggettivo contenuto in ogni reale esperienza, può anche essere 1 L. Termine, Recensione a M. Ponzo, Uno spettatore sdoppiato lo psicologo al cinema, in “Cinema Nuovo”, n. 4/ 5, agosto–ottobre 1985, p. 56. 2 Mario Ponzo (1882–1960), laureato in medicina, insegno psicologia all’Università di Roma. Sperimentalista, si occupo di psicologia pura e di psicotecnica, particolarmente nell’ambito del mondo del lavoro, della giurispru- denza e dell’educazione. 3 Wilhelm Wundt (1832–1910), assistente di Helmoltz a Heidelberg, dal 1875 fu cattedratico di filosofia a Lipsia. Grande sistematizzatore, autore di opere ponderose anche filosofiche, Wundt non fu solo il fondatore nel 1879 del primo laboratorio di psicologia sperimentale, ma fu anche il codificatore, il sistematore di tale metodo.