Presso la sede del Museo Civico di Crema e del Cremasco è conservata una interessante collezione di p i roghe monossili rinvenute in anni diversi nel letto dei fiumi Adda, Oglio e Po. Negli anni compresi tra il 1972 e il 1976 condizioni climatiche particolari hanno portato ad un conside- re vole abbassamento del livello dei fiumi. In conse- guenza di ciò sono emerse lungo una fascia geografica compresa tra il basso corso dell’ Adda e il basso corso dell’ Oglio undici monossili, che sono state recuperate e trasportate presso il Museo di Crema, in accordo con l’allora Soprintendenza alle Antichità della Lombardia. Una volta estratte dall’acqua e ripulite dalla spessa coltre di depositi, le piroghe furono immerse in una vasca con acqua corrente appositamente predisposta nel cortile re t rostante il convento rinascimentale che ospita il Museo. Possediamo un dettagliato elenco dei ritrovamenti, arricchito in parte da documenta- zione grafica e fotografica realizzata da Be p p e Ermentini, che si occupò delle difficili operazioni di recupero e trasporto delle imbarcazioni (1) . Pu rt roppo però mancano molte informazioni relative all’esatta ubicazione dei ritrovamenti e agli spostamenti suc- cessivi cui furono soggette le imbarcazioni. Non fu mai redatto un elenco delle piroghe collocate in vasca né della posizione di ogni singolo manufatto al suo interno. Sappiamo inoltre che una piroga fu sottoposta nel 1975 ad un trattamento conserva t i voa base di resine epossidiche della Ciba-Geigy e collocata nel chiostro meridionale (piroga 10) (2) e che un secondo esemplare ( p i roga 11) nel 1976 era stato portato a Cavriana (MN) presso un laboratorio dell’allora Soprintendenza alle Antichità della Lombardia, per subire un tratta- mento non meglio specificato (3) . Da una lettera indi- rizzata nel 1982 alla Soprintendenza Archeologica della Lombard ia (4) , Beppe Ermentini ricorda che in 37 (1) ERMENTINI 1972-1973 e CESERANI ERMENTINI 1983. (2) Nel 2007 le piroghe del Museo di Crema sono state numerate in sequenza da 1 a 11 (in numeri arabi). A ciascun esemplare è stato attribuito un cartellino numerato fissato all’imbarcazione immersa nell’acqua. Di seguito vengono fornite le prime ipotesi di attribuzione delle piroghe ai ritrovamenti pub- blicati da B. Ermentini (indicati in numeri romani). La nume- razione fa riferimento a quanto riportato nelle figg. 1 e 2. (3) ERMENTINI 1976, p. 713; CESERANI ERMENTINI 1983, p. 41. Purt roppo non abbiamo ulteriori dettagli sul trattamento riservato a queste due imbarcazioni. Da un documento di archivio della Soprintendenza, datato 5 febbraio 1975, si riportano i contenuti di una telefonata tra l’allora Soprintendente B. M. Scarfì e B. Ermentini che riporta la scelta di effettuare il trattamento della Ciba su un esemplare soltanto. Il testo così p rosegue: “Dettogli di aspettare il risultato di questo inter- vento prima di pro c e d e re anche sui rimanenti pez z i”. Non sap- piamo quindi se l’intervento fu effettivamente realizzato su una o su entrambe le monossili esposte nei chiostri del Mu s e o. (4) Lettera dattiloscritta del 18 agosto 1982 (n. prot. Comune di Crema 4942 del 26.8.82) conservata presso l’ a rchivio del Museo Civico di Crema e del Cre m a s c o. MUSEO CIVICO DI CREMA E DEL CREMASCO, CREMA, CREMONA MERCI E PERSONE SUI FIUMI Le imbarcazioni monossili conservate presso il Museo Civico di Crema e del Cremasco Thea Ravasi, Fabiana Barbaglio