L’ANALISI AGLI ELEMENTI FINITI NELL’IMPLANTOLOGIA OSTEOINTEGRATA MODERNA DI IMPIANTI “TORONTO” G. Risitano 1 ; M. Cicciù 2 1 Università degli Studi Guglielmo Marconi, Dipartimento di Meccanica Impianti ed Infrastrutture, Via Plinio 44 – 00193 Roma 2 Department of Odontostomatology, School of Dentistry, University of Messina, Policlinico G. Martino, Via Consolare Valeria, 98100 Me, Italy 1. Introduzione L’implantologia osteointegrata nasce storicamente come terapia per la cura delle edentulie, ovvero la mancanza di denti. Questa tecnica chirurgica permette una soluzione definitiva alla mancanza di denti sia parziale che delle mono-edentulie. L'utilizzo di impianti osteointegrati allo scopo di sostenere ed ancorare le protesi dentali è diventato una procedura “di norma”. In Italia sono posizionati circa 360.000 impianti l’anno di aziende produttrici differenti, di cui il 7% di tali pazienti posiziona una protesi totale. Tuttora la pratica dell'implantologia dentaria risulta strettamente dipendente da fattori empirici legati alle caratteristiche biologiche e morfologiche del singolo paziente. Ciò comporta notevoli disagi sia all'operatore, spesso costretto ad improvvisare soluzioni in breve tempo senza alcun riscontro dal punto di vista progettuale dell'impianto stesso, sia al paziente, che si trova ad essere in alcuni casi oggetto di tentativi non sempre portati a buon fine. Nel corso di questi anni la ricerca è stata molto attenta al problema e si è così passati da una fase pionieristica ed artigianale, dove contavano soprattutto le opinioni personali, ad una scientifica supportata da ricerche mirate e rigorose. Le analisi agli elementi finiti hanno dato un buon contributo in questo senso; pur essendo molte le variabili in gioco (caratteristiche del materiale, tipologia di carichi, bio-soggettività) lo studio FEM è stato di supporto nel campo odontoiatrico moderno per comprendere alcuni particolari fenomeni [1-3]. La conoscenza della distribuzione delle tensioni e deformazioni, nell’osso mandibolare e nell’impianto osteointegrato, risulta di fondamentale importanza per una adeguata stabilità dell’impianto stesso. In letteratura, sono numerosi gli studi dedicati all a problematica della caratterizzazione degli sforzi sull’osso e sull’impianto che, utilizzando un ambiente agli elementi finiti, hanno lo scopo di indirizzare le scelte del chirurgo che riguardano tutti quei fattori biomeccanici quali il posizionamento, l’inclinazione, la tipologia di impianto. Per tutti si è reso necessario però, una adeguata semplificazione dei processi, vista la grande complessità del problema. Scopo del lavoro, in funzione dell’esperienza maturata da parte degli autori in questo campo [4], è mostrare come l’applicazione della metodologia FEM in campo odontoiatrico possa essere di aiuto per prevenire possibili errori dovuti ad un utilizzo non corretto dell’impianto e, addirittura, giustificare opportune scelte industriali delle ditte costruttrici. 2. Materiali e Metodi Impianti con diverse forme e caratteristiche sono stati proposti ed utilizzati nel corso degli anni. In generale un impianto (figura 1) è costituito da più elementi separati che vengono assemblati per costituire il sistema protesico: 151