Bagni di Lucca (LU). Benabbio, località Castello: relazione preliminare della terza campagna di scavo (luglio-agosto 2009) Antonio Fornaciari [A. F], Francesco Coschino [F. C.], Alan Farnocchia [A. Fa.], Maurizio Sparavelli [M. S.] Premessa La terza campagna di scavo al castello di Benabbio ha avuto luogo nei mesi di luglio e agosto 2009. Il progetto di ricerca, intrapreso dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana[1] , ha coinvolto nella pratica sul campo una trentina di studenti dei corsi di Archeologia Funeraria e Paleopatologia dell’Università di Pisa, a cui si sono aggiunti nove iscritti al Master di primo livello in Bioarcheologia, Paleopatologia e Antropologia Forense[2] . Le operazioni di scavo si sono concentrate nuovamente[3] nell’area circostante la chiesa di San Michele (area 1000), allargando l’indagine al settore prospiciente la facciata dell’edificio sacro, con lo scopo di circoscrivere definitivamente lo spazio utilizzato per la sepoltura dei colerosi. Nella porzione meridionale del sito è proseguita l’indagine dell’area 3000, collocata a ridosso del tratto orientale della cortina muraria del castello, e sono stati aperti due nuovi settori (aree 5000 e 6000) sulla sommità del colle, nei pressi del limite meridionale del circuito fortificato, con lo scopo di acquisire informazioni sulla consistenza delle stratificazioni conservate nella porzione più elevata dell’insediamento, in prossimità della cisterna del castello (fig. 1). [A. F.] Area 1000 Le prime due campagne di scavo (agosto 2007 e agosto-settembre 2008) hanno insistito lungo il fianco della chiesa di San Michele, dove è stata aperta un'ampia area di scavo di circa 200 m 2 . Sotto il piano di calpestio attuale sono state individuati i tagli pertinenti a 21 fosse terragne, orientate nord-est/sud-ovest e disposte su due file parallele, contenenti i resti di 25 individui risalenti all'epidemia di colera del 1855. Altre sette fosse basso medievali sono state invece individuate nella porzione meridionale dell'area, stavolta con orientamento nord-ovest/sud-est e quindi parallele al perimetrale occidentale della chiesa. Nel 2009 l'indagine si è spostata nel settore prospiciente la facciata, dove è stato aperto un settore di scavo esteso per circa 65 m 2 (fig. 2). Una volta rimosso lo strato di humus superficiale ed alcuni livelli formatisi tra XIX e XX secolo, è emersa una situazione stratigrafica non dissimile da quella già osservata lungo il fianco occidentale della chiesa: il piano di calpestio ottocentesco, una paleosuperficie caratterizzata da lastre di scisto e pietrisco, era stata investita da una serie di tagli ellittici per la realizzazione delle sepolture dei colerosi. Sono stati distinti tre gruppi di fosse. La loro disposizione cerca di sfruttare al meglio lo spazio disponibile tra la facciata dell'edificio sacro ed il muro di terrazzamento che delimita il sagrato verso nord. Il primo gruppo è formato da quattro fosse ellittiche, parallele tra loro e perpendicolari alla facciata, che intercettano altre inumazioni più antiche risalenti ai contesti medievali del cimitero. I tagli delle fosse del XIX secolo si 1