158 aut aut, 339, 2008, 158-178 Il ghetto, l’Africa, il mondo. Pratiche cosmopolite e tentazioni afrocentriche tra i giovani rapper di Dakar CRISTIANO LANZANO S olo a Dakar, dicono in molti, ci sono oggi almeno tremila artisti attivi nel movimento hip hop e nella musica rap, organizzati in gruppi o impegnati in carriere da solista; in tutto il Senegal, il nu- mero totale supera i cinquemila e il paese è piazzato a un mitico terzo posto mondiale per l’influenza del rap, dopo Stati Uniti e Francia. Simili cifre e considerazioni, praticamente impossibili da verificare, sono ormai un luogo comune diffuso presso chi bazzica il movimento e gli ambienti giovanili, così come presso coloro che assistono dall’esterno, tra il curioso e lo scettico, al di- lagare del fenomeno. In effetti, una pas- seggiata per le zone della città maggior- mente frequentate dai giovani mostra rapidamente l’in- fluenza dell’abbi- gliamento hip hop tra i ragazzi dakarois: berretti, fasce elasti- che, pantaloni over- size, scarponcini, magliette con l’effi- gie di 50 Cent. Nel Un cartellone pubblicitario in centro a Dakar. La nota marca di caffè allude all’estetica hip hop per richiamare il pubblico giovanile. Aut_Aut_339.qxd 23-07-2008 14:57 Pagina 158