Storia e Politica, III n. 1, 2011, pp. 399 - 421 GIORGIO E. M. SCICHILONE THE SECRET OF MEN SINCE BORN: IL MACHIAVELLI DI LORD ACTON 1. La nostra lunga inferiorità negli studi machiavelliani Nel 1891 veniva pubblicata dalla Clarendon Press di Oxford un’edizione del Principe che avrebbe rappresentato una vera svolta nella critica machiavelliana. L’autore della pregevole impresa era Laurence Arthur Burd, che nella secolare fortuna delle opere del Se- gretario fiorentino si è intestato un ruolo imperituro, premettendo per la prima volta un commento storico al capolavoro della letteratu- ra politica occidentale nonché un minuzioso apparato di note esplica- tive che accompagna il testo. L’introduzione di Burd è in effetti costi- tuita da una Bibliographical Note, un paragrafo intitolato The Purpose of he Prince, un altro sulla storia editoriale dell’opera e della sua for- tuna, una minuziosa Genealogical Tables delle famiglie Machiavelli, Medici, Borgia, Visconti e delle case regnanti di Francia, Spagna e Napoli, e perfino la spiegazione ereditaria della pretesa al trono di Napoli da parte di Carlo VIII che è all’origine dell’invasone ‘epocale’ francese, e infine un corposo Historical Abstract sulla vita di Machia- velli. Inoltre due appendici – una su Savonarola e un’altra di Note on the Text of The Prince – chiudono il volume. Ma è ciò che ispira tutto questo lavoro a rendere giustificata la fama che si è conquistato. Nel- la Prefazione Burd osservava che «to understand Machiavelli aright, it is necessary to have a somewhat detailed knowledge of the history of his time», aggiungendo poco dopo: «But to know only what Ma- chiavelli thought, and to understand the circumstances under which he lived, is not enough. We have to ask the further question: How was Machiavelli led to form the ideas to which he gives expression in The Prince?» (Burd 1891:X). Da qui, l’ulteriore scavo nelle fonti clas- siche a cui l’autore del Principe (certamente o presumibilmente) at- tinse, e questa ulteriore analisi di Burd conferisce alla sua edizione il legittimo privilegio di potersi considerare come punto di partenza del- la moderna esegesi machiavelliana. Alcuni anni dopo, nel 1900, sarebbe apparsa per la cura di Giu- seppe Lisio la prima edizione critica dell’opuscolo immortale. En- trambe queste opere ancora oggi rappresentano il riferimento di tutte le innumerevoli pubblicazioni successive del Principe. Quella curata da Giorgio Inglese e apparsa nel 1995, che è stata una tappa qualifi- cante nell’analisi filologica del testo, riconosce il merito di questi illu- stri precedenti precisando che «l’impostazione continua ad essere quella che dettero il Burd per il rispetto storico e il Lisio per quello linguistico». (Inglese 1995:lix).