Studi sperimentali La terapia cognitiva per il panico e agorafobia in soggetti con Funzionamento Intellettivo Limite Cognitive therapy for panic and agoraphobya with Limited Intellective Functioning subjects GIAN LUIGI DELL’ERBA Servizio di Psicologia Clinica, ASL LE/2 Maglie (Lecce) Associazione Psicologia Cognitiva, Roma Rivista di psichiatria, 2004, 39, 6 398 RIASSUNTO. Introduzione. Lo scopo del lavoro è quello di studiare la possibilità della terapia cognitiva a trattare soggetti classicamente resistenti alle terapie psicologiche come i soggetti con Funzionamento Intellettivo Limite (FIL). La terapia co- gnitiva è già un trattamento di scelta per la maggior parte dei disturbi d’ansia e dell’umore, e ha risultati almeno uguali ad al- tri nelle altre condizioni cliniche. Materiali e Metodo. L’Autore effettua uno studio controllato di 46 soggetti con panico e agorafobia e FIL nel Quoziente Intellettivo (QI). Risultati e Conclusioni. I risultati dimostrano che il trattamento cogniti- vo, sia combinato con farmaci sia senza, se reso pedagogicamente orientato è efficace in queste condizioni cliniche. PAROLE CHIAVE: terapia cognitiva, Funzionamento Intellettivo Limite (FIL), panico. SUMMARY. Introduction. The aim of this work is to analyse the goodness of cognitive therapy to treat psicological treat- ment resistant patients as the Limited Intellective Functioning (LIF). Cognitive therapy is just a choice treatment for most mood and anxiety disorders, and it has same or often more results as compared with others therapy. Material and Method. The Author explain a controlled study with 46 patients with panic, agoraphobia and limited QI. Results and Conclusions. Results demonstrate that cognitive therapy, both drug combined and no drug, pedagogically oriented is efficacy with these clinical conditions. KEY WORDS: cognitive therapy, Limited Intellective Functioning (LIF), panic. E-mail: g.dellerba@libero.it INTRODUZIONE Il trattamento cognitivo e cognitivo-comportamen- tale è, tra le psicoterapie, il più supportato e viene in- dicato come il trattamento di scelta nei disturbi d’an- sia(1-4). La psicoterapia cognitiva (TC) per i disturbi d’an- sia, ed in particolare per il panico, ha avuto negli ultimi 10 anni un crescente supporto di evidenze (2,5) ed è diventata la scelta più indicata nel trattare l’ansia. Sia la ricerca sperimentale sia la ricerca clinica han- no visto nel trattamento cognitivo un trattamento fon- dato sui dati e supportato scientificamente (1,6). In numerosi studi, sia pazienti trattati con SSRI sia con BDZ sia con entrambi sia senza farmaci hanno raggiunto una condizione senza sintomi nel corso del- la terapia, per un periodo che va in media dalle 5 setti- mane ai 5 mesi, nelle diverse condizioni di ricerca tra diversi gruppi (3). Nelle valutazioni dei trattamenti, la TC è risultata anche superiore agli SSRI, al tofranil, alle BDZ in un periodo di follow-up superiore all’anno, in cui i pa- zienti trattati solo con farmaci subivano ricadute in una percentuale fra il 70 e il 95% (4). La TC ha sempre avuto, nei diversi studi, un tasso di ricadute relativamente basso pari al 15-30% (2,4,6-8). Tutti gli altri trattamenti si rivelano indadeguati ver- so i disturbi d’ansia in genere e, in particolare, verso il panico (3,4). Nei pazienti con comorbilità con altri di- sturbi d’ansia e depressione anche i trattamenti con farmaci sono meno efficaci, e si riscontrano molte rica- dute (3,4).