L' AUTODIFESA IN TOMMASO D'AQUINO MARIO RICCIARDI 1. Di fronte alla richiesta di dare un esempio di una regola morale che sia universalmente riconosciuta, a molte persone verrebbe in mente: C< non uccidere". Cosa c'è di più owio di questo? Venire a conoscenza dell'uccisione di un essere umano provoca normalmente una reazione negativa, di forte disapprovazione, di condanna, talvolta anche di sgo- - mento. Riguardo a quale altra azione si può dire che esista una tale uniformità di giudizio? La morte violenta di una persona è condannata dalla moralità, e anche dagli ordinamenti giuridici positivi. Eppure, co- me spesso accade quando si riflette sulle vicende umane, le cose non so- no così semplici come a prima vista potrebbero apparire. Proviamo a immaginare una situazione: dopo il tramonto, un anziano professore viene aggredito, mentre torna a casa, da un uomo armato di un bastone. Nel tentativo di difendersi col suo ombrello, il professore colpisce violentemente l'aggressore alla testa, uccidendolo. Quale sareb- be il nostro giudizio se fossiino chiamati a pronunciarci su quanto è accaduto in qualità di giurati? Diciamo che, nel caso in questione, non c'è alcun dubbio sulle intenzioni dell'aggressore: il bastone non veniva usato semplicemente per minacciare la violenza, era impiegato brutal- mente per sopraffare l'anziano professore senza alcuna preoccupazione delle conseguenze che i colpi gli avrebbero potuto provocare. Senza altra via d'uscita, il professore si è difeso. Suppongo che chiunque rico- noscerebbe, in queste circostanze, che si tratta di legittima difesa. In - - qualunque tribunale il professore verrebbe assolto. Non solo. Credo che sarebbero ben poche le persone che giudicherebbero il comportamento del professore moralmente criticabile. Se voleva salvare la propria vita,