245 1. Premessa Dopo l’ultima campagna di scavo svoltasi nel 2004 presso l’insediamento romano-altomedievale di Santa Filitica, si è aperta una fase di riflessione e studio sui risultati di oltre venti anni di indagini archeologiche sul campo. Questa attività di ricerca costituisce una ripresa sistematica e programmata dei primi studi avviati già negli anni ’90 del 1900 sia sugli elevati delle strutture murarie che sui reperti faunistici, antro- pologici, ceramici, questi ultimi con approfondi- menti archeometrici. L’attenzione si è concentrata per ora soprattutto sui contesti relativi alla fase di riutilizzo degli am- bienti termali della villa romana tra fine V e VI se- colo d.C., indagati compiutamente tra il 1999 ed il 2003. Si tratta di una fase di grande interesse, che vede il ripopolamento dell’area da parte di una nuova comunità dopo l’abbandono e la defunziona- lizzazione degli ambienti di epoca romana, secondo modalità ben note per lo stesso periodo in altri inse- diamenti dell’isola e del continente 1 (Fig. 1). Per le fasi precedenti e successive a questo mo- mento, la quantità e la lettura dei dati disponibili appaiono più problematiche: infatti la continuità insediativa almeno dalla piena età imperiale al IX secolo d.C. sembra, allo stato attuale delle ricer- che, aver causato la scomparsa della stratigrafia re- lativa alla vita della villa romana, mentre la superficialità degli strati di frequentazione e ab- bandono del villaggio bizantino ne hanno almeno in parte compromesso la conservazione e l’atten- dibilità. Per la fase romana, della quale rimangono solo le strutture della villa, è stato avviato uno studio ar- cheometrico sui laterizi della costruzione, che do- cumenta una produzione locale degli stessi. Per le epoche vandalica e bizantina, l’analisi dei reperti di cultura materiale 2 ha consentito di accer- tare lo svolgimento di attività produttive diversifi- cate in tutte le fasi di vita del complesso. Le principali fonti di sostentamento del villag- gio, sia in età vandalica che bizantina, erano costi- tuite dall’agricoltura, come testimoniano parti di mortai e di macine e resti ossei di animali da la- voro; dalla pesca, documentata dal rinvenimento di lische di pesce, di un amo, una fiocina e uno scan- daglio; dall’allevamento e dalla caccia, per la pre- senza di ossa e corna di animali domestici e selvatici; dalla raccolta di prodotti di mare e di terra quali patelle, murici, lumache. Oltre a queste attività “primarie”, ne sono testi- moniate altre legate ad un artigianato piuttosto fio- rente e diversificato. Certamente gli abitanti del villaggio provvede- vano alla realizzazione di recipienti di terracotta da fuoco per la cottura dei cibi: analisi petrografiche effettuate su diversi campioni hanno infatti rivelato la stringente compatibilità degli impasti con argille della zona, confermando l’ipotesi di una produ- zione locale di questo tipo di vasellame 3 . Anche alla produzione di tessuti per le vesti e per le altre necessità quotidiane si doveva provve- dere, almeno in parte, localmente: il rinvenimento di numerosi pesi fittili da telaio di forma tronco co- nica indica infatti l’esistenza di una manifattura tessile, verosimilmente riferibile alla lavorazione della lana, data l’abbondanza di ovicaprini tra i resti faunistici. Accanto a queste attività, probabilmente di tipo domestico, sono attestate altre produzioni più spe- cialistiche, quali la lavorazione del ferro e quella DANIELA ROVINA, ELISABETTA GARAU, PAOLA MAMELI, BARBARA WILKENS Attività produttive nell’insediamento romano e altomedievale di Santa Filitica (Sorso-SS) 1 Sul contesto cfr. ROVINA et al. 1999; ROVINA 2003; ROVINA 2007. 2 Per le ceramiche lo studio si è concentrato sui contesti di VI secolo, mentre per i materiali faunistici sulla totalità dei contesti in- dagati dal 1989 al 2004. 3 Cfr. OGGIANO 1998.