211 [1] Ambito geograico che corrisponde al Municipio IV del Comune di Roma, tradizionalmente attribuito alla competenza di uno specii- co funzionario in seno alla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeo- logici di Roma, e che solo in parte è delimitato da conini aventi un signiicato storico. Tuttavia esso comprende per intero il territorio di Fidenae arcaica. [2] Quilici, Quilici Gigli 1993. [3] Nelle Tenute Capobianco e Sant’Agata: di Gennaro 1993, in cui si accenna alla possibilità che possa trattarsi di Ficulea, ipotesi sostenu- ta poi in modo deciso in Pantano 2001. [4] Carafa 2000a, 340-341 e Carafa 2000b, 186-187, nota 3; di Gennaro et alii 2009a. [5] Tra le fonti letterarie, raccolte ed analizzate in Quilici, Quilici Gigli 1986, ricordiamo: Solin. II, 16 (fondazione albana); Dion. Hal. II, 53,4; Plin. N.H. III, 69; l’importanza della città all’interno della lega latina è evidenziata nel brano di Dionigi, che ricorda come in occasione della riunione della lega presso il lucus Ferentinae, Aricia proponesse di muo- vere guerra a Roma a causa della presa di Fidenae (Dion. Hal. V, 61, 6). [6] In merito alla politica antiromana manifestata da Fidenae in diversi periodi, ricordiamo che Dion. Hal. II, 53, 2, riporta come la comunità idenate intercettò i viveri inviati attraverso l’idrovia tiberina da Cru- stumerium a Roma in occasione di una carestia in età romulea; Livio riferisce di devastazioni condotte nel 428 a.C. da giovani idenati in territorio romano (Liv. IV, 30, 4-7). [7] La cui posizione di fondovalle, consolidatasi in età romana, non era tuttavia in precedenza né l’unica né, forse, la più importante (Ci- farelli, di Gennaro 2000, 125). [8] Ceci, De Filippis 2000, 197; si veda il perimetro urbano ricostruito in di Gennaro et alii 2001, 199, ig. 1, e di Gennaro et alii 2009b. [9] Quilici, Quilici Gigli 1993; Carafa 2004, 53; F. di Gennaro in di Gen- naro et alii 2004, 85. [10] Carafa 2004, 52-53, per un’analisi del territorio latino tiberino. [11] Dion. Hal. II, 53,4; Liv. I, 14, 4-11. Altri scontri sono riportati sotto Anco Marcio, Tarquinio Prisco e Tarquinio il Superbo, Dion. Hal. III, 39, 4-3; 50, 8; 55, 3; IV 51, 1; 52, 2; i conlitti ebbero come protagonisti anche i Sabini. Vedi la disamina delle fonti in Quilici, Quilici Gigli 1986, 19-43. [12] Amoroso 2002, 317; tale percorso è ricalcato dalla moderna Via della Bufalotta il cui tracciato forma un lieve arco con convessità ver- so est, forse per evitare l’attraversamento della fascia marginale del territorio di pertinenza idenate. indipendenza [10] , nonostante le reiterate sottomissioni da parte di Roma, con conseguenti reazioni di Veio [11] . Dopo che Roma conquistò Crustumerium, nel 499 a.C., una indicazione sull’ostilità della comunità territo- riale idenate sembra provenire dall’evidenza di un ag- giramento del distretto di Fidenae, desumibile dall’uti- lizzo della direttrice che raggiungeva Crustumerium da Roma passando per il Sacer Mons, alternativa a quella della Salaria decorrente sulla piana tiberina, stretta- mente controllata da Fidenae [12] . Nel corso del V secolo FIDENAE. SANTUARI URBANI E DEL TERRITORIO Francesco di Gennaro, Letizia Ceccarelli L’area di indagine e il polo di Fidenae L’area presa in esame, delimitata ad ovest dal corso del Tevere e ad est dalla via Nomentana [1] , trans Anie- nem dal punto di vista di Roma, comprende i territori di Fidenae e Crustumerium e parte di quello di Ficulea, cen- tro che, come localizzato dai Quilici [2] , ne rimane al di fuori, ad est; un ulteriore centro arcaico individuato di recente lungo la via Nomentana [3] potrebbe corrispon- dere a Cameria [4] . Il conine settentrionale è rappresenta- to dal Fosso dell’Ormeto o Rio della Casetta che, secon- do alcuni autori, chiudeva il territorio crustumino. Dopo un cenno alle vicende storiche si illustreranno per fasce cronologiche la documentazione archeologica dei culti del centro idenate e dati di pertinenza sacra provenienti da recenti interventi nel territorio. In merito alla nascita di Fidenae, le fonti letterarie ne riconducono pressoché unanimemente la fondazione ad ambiente etnico-culturale latino [5] . Una certa posizione di autonomia, anche se forse non pienamente sostenibile per le origini (l’insediamento potrebbe essere stato fondato con l’intervento di entità esterne, come vedremo più avanti), fu indubbiamente conseguita da Fidenae, anche rispetto a Roma. Le notizie degli autori antichi giunte ino a noi attestano infatti che Roma conquistò e colonizzò Fidenae più volte, in da età romulea, in relazione ad autodeterminazioni di indipendenza della comunità locale [6] . Del resto, per la sua posizione geograica, Fidenae ri- sultava una potenziale mira delle alleanze del grande centro etrusco di Veio, per il quale la città posta sulla prospiciente riva sinistra del Tevere, prima tappa del- l’itinerario diretto verso il meridione, rappresentava una imprescindibile testa di ponte in territorio latino. L’abitato occupa in dalla prima età del ferro un siste- ma collinare unitario della prima ila di rilievi incom- benti sul Tevere, lungo il tracciato della via Salaria [7] , con un’estensione poco superiore ai 45 ettari [8] ; il terri- torio del centro arcaico viene stimato intorno ai 25/30 chilometri quadrati [9] . La città, con il suo territorio agrario adiacente all’ager romanus antiquus, da cui la divideva il conine dell’Anie- ne – forte, ma non al punto di non essere occasional- mente violato – mantenne dunque a fasi alterne la sua