n° 110 nov/dic 2006 pagina 88
dell’UfficioStampaCNR
lfredRusselWallace,naturalistavittoriano(1823-
1913),èunnomeancorapressochésconosciuto
al grande pubblico, almeno nel nostro Paese.
Eppure, vanta un primato straordinario: essere stato
‘l’altro uomo’ che scoprì la selezione naturale; ovverosia,
colui che nel 1858 (un anno prima della pubblicazione
dell’Origine delle specie!) gettò letteralmente nel panico
Charles Darwin con un manoscritto nel quale sosteneva
consorprendentechiarezzaeconcisionel’idea,maturata
indipendentementedal‘collega’,dellatrasmutazionedel-
lespecieattraversolaselezionenaturale. L’uomochegettò
nel panico Darwin (Bollati Boringhieri) è proprio il titolo
dellibrodiFedericoFocher–ricercatorepressol’Istitutodi
Genetica Molecolare (Igm) del Consiglio nazionale delle
ricerchediPavia–cheperlaprimavoltaraccogliecompiu-
tamenteinitalianogliscrittiautobiografici,naturalistici,
antropologiciesocialidiWallace.Untestorivoltononsolo
enontantoaglistoricidellascienzama,piùingenerale,
agliappassionatidiletteraturascientificaenaturalistica.
“DarwinricevetteilsaggiodiWallaceil18giugno1858”,
spiegaFocher.“Ecapìsubitocheinquelmanoscrittoera
espostaunateoriaidenticaallasuanelnucleoessenziale
delle proprie idee, considerando i punti non perfetta-
menteconsonantinullapiùchesfumaturedisecondaria
importanza.Ilfattosostanzialeerachestavaperperdere
laprioritàdell’ideasullaqualelavoravadavent’anni!”.In
predaallosmarrimento,Darwincomunque“spedìsubito
il manoscritto al geologo e suo amico Charles Lyell, dal
qualeerastatogiàpiùvolteesortatoapubblicarelasua
teoria sulla selezione naturale prima che qualcun altro
potesse precederlo”. La soluzione adottata, onestamen-
te, fu quella di presentare in un’opera congiunta alcuni
inediti di entrambi gli studiosi, il 1° luglio.“E’ opportuno
peròsottolinearechelaselezionenaturalevenneintuita
da Darwin intorno al 1838, vent’anni prima di Wallace,
che infatti attribuì sempre il merito maggiore all’autore
dell’Originedellespecie,uscitol’annosuccessivo”,precisa
Focher.
Aldilàdellavicenda,illibrorendeinmodovivoecoin-
volgenteproprioilclimadiunaattivitàscientificacavalle-
resca,eclettica(Wallacespaziòdall’entomologiaall’antro-
pologia, geologia, glacio-
logia, agronomia, ecc.) e
appassionante. Alla teo-
ria, unì una pratica natu-
ralistica avventurosa, fat-
tadiricerchecondottein
ambienti‘estremi’edram-
matici naufragi, segnata
da eventi curiosi come
l’‘adozione’diuncucciolo
diorangoela‘caccia’agli
scarafaggi necessari per
nutrire due pappagalli
portati in Inghilterra dal
Sudamerica. Un perso-
naggiosegnatodamolte
intuizionimaancheinge-
nuità:fuun‘ecologista’antelitteram,unpassionalesocia-
lista,unconvintospiritista,secondoilquale–aspettoche
rende la sua ricerca ancor più interessante, considerato
come l’evoluzionismo ancora accenda roventi polemiche
culturali e confessionali –“l’evoluzione umana si inseri-
va in una concezione finalistica, volta alla creazione da
parte di un Essere Superiore di una futura razza umana
‘perfetta’. Una visione anacronistica che finì per trasci-
nare nell’oblio la sua opera e la sua grande personalità”,
osservaFocher.MaWallacefuancheunuomodotatodi
unacoerenzaediuncoraggiodaeroeavventuroso,cheil
librometteingranderilievo:“Appartenenteaun’epocae
aunimmaginariolacuiscomparsa,probabilmente,incide
nello scarso interesse dei giovani di oggi verso gli studi
scientifici”,concludel’autore.
Wallace,
l’uomo che gettò
nel panico Darwin
A
IstitutodiGeneticaMolecolaredelCNRdiPavia
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»
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