1 Aspetti della convivenza fra mondo rurale ed urbano nella città di Coimbra nel Medioevo Maria Amélia Álvaro de Campos Universidade de Coimbra Pensare il Portogallo nel Medioevo significa pensare un Paese profondamente rurale, in cui tuttavia le sfere del potere politico ed economico si trovavano radicate nei centri urbani. All’inizio dell’ultimo quarto del quattordicesimo secolo, si potevano distinguere nel paesaggio portoghese una grande città – Lisbona – tre centri urbani di medie dimensioni – Évora, Santarém e Oporto – e circa venti città più piccole, fra le quali Coimbra. In generale, le caratteristiche urbanistiche delle città medievali portoghesi derivavano parzialmente dalle precedenti occupazioni romana e musulmana. La differenziazione strutturale fra i nuclei urbani del nord e del centro del Paese rispetto a quelli del sud può essere imputata al lento processo della riconquista agli arabi del territorio portoghese. Troviamo quindi a nord le città della prima riconquista, città episcopali la cui architettura suggerisce la presenza romano-visigotica; a sud invece le città mozarabiche il cui impianto urbano è profondamente marcato dal dominio musulmano, nonostante la sopravvivenza di strutture architettoniche romano- visigotiche. Al livello topografico più elevato, le città medievali portoghesi presentavano un nucleo originale fortificato – la cittadella – all’interno della quale si trovava il castello. Le mura della cittadella, interrotte dalle porte e fortificate con torri, proteggevano le case dell’elite amministrativa e militare, e definivano lo spazio al quale accorrevano i contadini della zona nel caso di attacchi nemici. Le mura costituivano un limite fisico ed indelebile fra lo spazio rurale e quello urbano, e quindi fra due forme distinte di configurazione del territorio ed organizzazione degli stili di vita.