Tra micro-classi e comunicazione: knowledge worker e rappresentazione sociale delle occupazioni Ivano Scotti 1. Introduzione: occupazioni e stratificazioni sociali Il modo in cui i soggetti descrivono la stratificazione occupazionale sembra dipendere, in larga misura, dalla rappresentazione che la società offre dei differenti lavori, nonché dal diverso grado di conoscenza che i soggetti hanno delle occupazioni. La valutazione che i soggetti effettuano per delineare la propria immagine della stratificazione, pertanto, risente sia del grado che del tipo di relazione con un certo lavoro specifico, nonché della diversa adesione ai valori che legittimano l'importanza sociale attribuita a quel dato mestiere (Svensson, 2006). In tal senso una scala di stratificazione occupazionale rappresenta l'espressione della diseguaglianza, ovvero della diseguale distribuzione delle risorse sociali (de Lillo e Bianco, 2007; de Lillo, 2006; Schizzerotto, 2002). I soggetti, cioè, sperimentano quotidianamente una dimensione di disuguaglianza, che nella società contemporanea fa sempre più riferimento agli stili di vita e di consumo che le diverse occupazioni consentono (Chan e Goldthorpe, 2004b) in base al diverso accesso alle risorse sociali (prestigio, potere, ricchezza, ecc...). Questo aspetto, del resto, consente di stabilire un metro di distinzione (Bourdieu, 1983) nella valutazione soggettiva dei diversi lavori. È tuttavia evidente, peraltro, che questi aspetti richiamino la capacità di definizione della realtà distribuita in modo diverso tra i gruppi sociali, (Crespi, 2004) in virtù dalla quale taluni ceti possono condizionare il metro di distinzione e classificazione generale. Alcune analisi considerano come il riconoscimento sociale raggiunto da una determinata occupazione, all'interno di percorsi di professionalizzazione, ad esempio, possa costituire un elemento di condizionamento dei processi di valutazione, poiché tali occupazioni avrebbero raggiunto una posizione di prestigio riconosciuto istituzionalmente (Zhou, 2005). Stando a quanto sin qui esposto, possiamo ipotizzare che il luogo sociale in cui i soggetti costruiscono la propria visione della stratificazione occupazionale e della diseguaglianza sia nelle reali reti di relazioni che 1