G Ital Med Lav Erg 2006; 28:3, Suppl Psicologia 2, 111-118 © PI-ME, Pavia 2006
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G. Vidotto, D. Romaioli, M. Vicentini
L’akrasia tra riflessioni antiche e moderne - Verso un modello cognitivo
dell’akrasia
Dipartimento di Psicologia Generale, Università degli Studi di Padova
Introduzione
Per attribuire qualità razionali a un soggetto è necessa-
rio presupporre che questo sia in possesso di una serie di
credenze e desideri, che sia competente riguardo a essi, e
che sia in grado di configurare i suoi processi decisionali e
d’azione in conformità alla sua specifica gerarchia di pre-
ferenze (1); l’azione che viene intrapresa deve infatti risul-
tare adeguata all’organizzazione dei giudizi, alla propria
rappresentazione delle conoscenze e alla struttura di scopi
che, date certe premesse, vengono stabiliti (2, 3).
In condizioni di akrasia invece, il soggetto si trova a
compiere volontariamente e intenzionalmente un’azione -
pur considerandola, sotto qualche aspetto, contraria alla li-
nea d’azione che meglio avrebbe adottato in quella medesi-
ma circostanza (4). L’akrasia (o Akrateia dal greco: man-
canza di forza o di autocontrollo, mancanza di temperanza,
debolezza della volontà, incontinenza) è considerata in que-
sto senso una forma irrazionale d’agire: il suo occorrere ge-
nera cioè una anomalia nei processi razionali che regolano
il passaggio dalla fase di deliberazione e di formulazione
dei giudizi a quella del concretizzarsi dell’azione (5).
Secondo la definizione schematica data da Davidson
(6), un agente agisce in modo akratico nel compiere un’a-
zione se e solo se: 1. l’agente compie l’azione intenzional-
mente; 2. l’agente crede che ci sia un’azione alternativa a
lui aperta; 3. l’agente giudica che sarebbe meglio fare l’a-
zione alternativa anziché l’azione compiuta.
Proprio per questa sua connotazione paradossale, l’ak-
rasia sembra rientrare all’interno della categoria più gene-
rale delle “irrazionalità motivate”, ovvero deviazioni più o
meno gravi dai criteri della ragionevolezza conseguenti a
procedimenti intenzionali messi in atto a diversi livelli dai
soggetti (7, 8).
Nella tradizione filosofica, diverse riflessioni hanno
proposto una soluzione all’aporia generata dall’agente che
opera in condizioni di akrasia (in greco: akrates), ora arti-
colandosi su premesse disparate, ora raggiungendo giusti-
ficazioni per l’azione problematica decisamente simili e
sovrapponibili (9, 10, 11, 12, 13). Nel nostro lavoro abbia-
mo pertanto recuperato la variegata letteratura a disposi-
zione per individuare corrispondenze e analogie tra il pen-
siero degli autori, al fine di costruire una tassonomia pre-
cisa che possa meglio connotare la natura dell’akrasia su
RIASSUNTO. L’akrasia è un concetto filosofico che indica la
tendenza a compiere azioni contrarie al proprio miglior
giudizio. Questo contributo si propone anzitutto di chiarire
tale fenomeno in termini psicologici attraverso
un’operazionalizzazione del costrutto ricavata dalla letteratura
filosofica e sociologica disponibile. Dopo aver ridefinito
l’akrasia in modi più consoni alla scienza cognitiva, è stato
predisposto un questionario di auto-descrizione in grado di
misurare le dimensioni latenti che si ipotizza correlate al
processo akratico. Il questionario è stato somministrato a un
campione di 197 soggetti di età compresa tra i 18 e 60 anni. I
dati raccolti sono stati sottoposti a un’analisi fattoriale
confermativa, utilizzando i modelli di equazioni strutturali. Gli
indici di bontà di adattamento del modello fattoriale ai dati
convalidano l’ipotesi che la struttura del questionario - così
com’è stato da noi precisato - si dimostra complessivamente un
buon indicatore del costrutto esaminato: le componenti
dell’akrasia messe in evidenza costituiscono fattori consistenti
e articolati che confermano la validità dello strumento e la sua
definizione teorica.
Parole chiave: akrasia, debolezza della volontà, inventario,
analisi fattoriale confermativa.
ABSTRACT. AKRASIA IN ANCIENT AND MODERN THOUGHT -
TOWARDS A COGNITIVE MODEL OF AKRASIA. Akrasia is a
philosophical concept that denotes the tendency to act in
contradiction with one’s best judgement. This study aimed to
clarify the phenomenon in psychological terms through a
working construct drawn from the available philosophical and
sociological literature. After redefining akrasia in terms more
appropriate to cognitive science, the authors designed a self-
description test suitable for measuring the latent dimensions
hypothetically related to the akratic process. The questionnaire
was administered to a group of 197 subjects aged between 18 and
60 years and the collected data underwent a confirmatory
factorial analysis involving Structural Equations Models. The
successive verification of the instrument’s reliability and
coherence showed the questionnaire to be a good indicator of the
construct examined and confirmed that akratic behaviour - as
the authors have defined it - is in fact explained by the factors
which emerged.
Key words: akrasia, weakness of the will, inventory, confirmatory
factorial analysis.