Arma, messaggero e fido consigliere: Šarur nella tradizione letteraria mesopotamica 1 Sergio Alivernini e Massimiliano Grotti La ricerca si è focalizzata sulle caratteristiche e l’aspetto di Šarur, arma divina del dio Ninurta, alla luce delle fonti epigrafiche. Il dio Ninurta è figlio di Enlil nella tradizione sumerico-accadica ed ha il suo centro di culto nella città di Nippur, la stessa del genitore, nel tempio chiamato Ešumeša. Un secondo importante centro di culto, nel periodo proto-dinastico, era presente nella città di Ĝirsu dove esisteva un tempio dedicato al dio Ninĝirsu, lett. “il signore di Ĝirsu” chiamato Eninnu. Sebbene queste divinità abbiano nomi diversi a partire dall’epoca storica, non vi è alcun dubbio che quest’ultimo non sia altro che un forma locale dello stesso Ninurta: entrambi sono protagonisti dei medesimi miti ed in due testi, Ninurta G e il ben più noto Lugal-e, i due nomi appaiono intercambiali. Egli possiede due aspetti nei testi sumerici. É un fiero e inarrestabile guerriero, aspetto evidente nel testo noto come Epica di Anzu, ma anche dio dell’agricoltura e della fertilità animale, aspetto, questo, meglio evidenziato nella cosiddetta Georgica sumerica in cui il dio dà disposizione sulla preparazione dei campi e la coltivazione del grano. Questi due aspetti vengono combinati nel poema Lugal-e, il più lungo poema letterario della tradizione mesopotamica, nel quale Ninurta dopo aver sconfitto il terribile Asag, in accadico Asakku, e il suo esercito di pietre, procede ad organizzare il mondo usando i cadaveri nemici per erigere le montagne e far confluire i fiumi ed i torrenti al fine di renderli utilizzabili per l’irrigazione. Nella letteratura sumerica, Ninurta condivide molte delle sue virtù guerriere con il fratello Nergal, con Šulpa’e e Martu, e, nel primo millennio, alcune specifiche manifestazioni della sua natura, i suoi attributi, i suoi trofei e le sue armi divengono proprie di altre divinità, come Marduk e Nabû. Si tratta dunque, come si è potuto notare, di una tra le più interessanti e complesse figure del pantheon mesopotamico. Come detto prima, vogliamo qui concentrarci su un oggetto con caratteristiche peculiari appartenente a questa divinità: Šarur. Potente arma dalle grandi capacità distruttive, Šarur è fido consigliere e aiutante di Ninurta, un oggetto dotato di propria volontà ed autonomia nel corso delle battaglie in cui il suo padrone è impegnato. Il suo nome è attestato in connessione col dio già al periodo di Sargon di Akkad, in un inno templare (Texts from Cuneiform Sources 3, 31, 20) che sebbene in un contesto frammentario, lo mette in relazione con il dio Ninĝirsu. Šarur è attestato fino in testi di epoca neo-assira e neo-babilonese, anche se la redazione originaria di questi risalirebbe probabilmente al periodo medio-babilonese, dove sarà divinizzato e diverrà una stella della costellazione dello Scorpione. Šarur non è l'unica arma di Ninurta: in quanto divinità guerriera questo dio possiede tutta una serie di armi, il cui elenco più completo si trova in un testo noto come Il ritorno di Ninurta a Nippur o, 1 Paper presented at the Conference "MONSTRA - COSTRUZIONE E PERCEZIONE DELLE ENTITÁ IBRIDE E MOSTRUOSE NEL MEDITERRANEO ANTICO. Velletri (Rome) - Italy, June 8-11, 2011.