TEORIA 2009/1 1 Professore ordinario di Semiotica e Direttore del Master in Comunicazione d’Impresa all’Università di Siena. È anche Direttore del Centro Studi e Ricerche sulla Comunicazione di Castiglioncello (LI) e fa parte del Comitato scientifico della rivista «Versus» (manettig@unisi.it). Etica animalista e linguaggio nell’antichità Giovanni Manetti 1 1. Premessa Il tema del rapporto uomo/animale è, nella cultura occidentale, al centro di un dibattito che si sviluppa nell’antichità e che giunge senza soluzione di continuità fino ai nostri giorni, quando acquisisce una particolare centralità con la nascita, intorno agli anni settanta del secolo scorso, di una vera e pro- pria «questione animale». Figure di pensatori molto diversi tra di loro con- tribuiscono da più parti nello stesso periodo a fondare un vero e proprio pen- siero animalista, tra cui il filosofo australiano Peter Singer, con il suo volume Liberazione animale, del 1975, fondatore della corrente di pensiero che prende il nome dal titolo del suo libro e Tom Regan, anch’egli filosofo e lea- der mondiale del movimento per la rivendicazione dei diritti che gli animali hanno nei confronti dell’uomo, con il suo saggio I diritti animali del 1983. Come scrive Barbara de Mori (2007, p. 14): La presa di coscienza delle problematiche generate dal trattamento riservato al mondo animale da parte dell’uomo e la nascita di un pensiero animalista sono do- vuti all’intersecarsi di diversi fattori. Questi, a vario titolo, hanno contribuito a ge- nerare una temperie culturale nuova, in cui la riflessione sul significato del rap- porto tra l’uomo e l’animale e sul trattamento dell’animale assume i toni di una ri- flessione morale sul senso del nostro vivere civile e di un ragionamento pragmati- co e urgente sul nostro posto all’interno della biosfera. È l’immagine dell’uomo, e non solo quella dell’animale, ad essere soggetta a revisione. Etica della comunicazione fra due continenti 02Manetti 19:02Manetti 19 20-04-2009 12:41 Pagina 19