GNGTS – Atti del 21° Convegno Nazionale / 03.08 A. Megna e S. Barba Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Roma CORRELAZIONE A GRANDE DISTANZA DELLA SISMICITÀ DELL'APPENNINO Riassunto. L’obiettivo di questo lavoro è di verificare se la sismicità in Italia è correlata a grande distanza, come suggerito dall’accadimento contemporaneo di terremoti lenti e di sequenze sismiche ordinarie negli Appennini. A tal fine si è considerata la sismicità strumentale registrata nel periodo 1987-2001 dalla Rete Sismica Nazionale Centralizzata, selezionando gli eventi di bassa magnitudo 2.5 ≤ M ≤ 3.5 e di profondità inferiore a 25 km. Nell’area esaminata è stata considerata una griglia di celle quadrate di 30 km e, in ogni cella, l’intero periodo di osservazione diviso in intervalli di tempo di 3 mesi. Sono state determinate le matrici di correlazione tra gli eventi localizzati in ogni cella con quelli delle rimanenti celle, ed in seguito si è calcolata la loro media per ridurre l’influenza dei valori casuali. In tal modo le aree in cui vi è un massimo di correlazione media possono avere una relazione eventualmente basata su cause fisiche. Diversi test sono stati eseguiti per accertare la stabilità e affidabilità dei risultati. Sono state evidenziate due ampie aree di massima correlazione: 1) gli Appennini Centrali e 2) l’arco Calabro-Sicilia. SEISMICITY CORRELATION AT LONG DISTANCES IN THE APENNINES Abstract. This work aims at understanding if seismicity in Italy is correlated across large distances, as the contemporaneous occurrence of slow earthquakes and ordinary seismic sequences in the Apennines, Italy, may suggest. Italy is characterized by slow deformation, therefore, the low magnitude seismicity is to be considered. The Italian instrumental seismicity recorded in the 1987- 2001 by the Italian Telemetered Seismic Network was analyzed. Only events shallower than 25 km whose magnitude is 2.5 ≤ M ≤ 3.5 were considered. The examined area was divided into 30 km square cells. The whole observation period was divided in time intervals of 3 months, and the correlation matrix among events located in every cell was computed. In order to reduce the influence of random high values, all the correlation matrices were stacked and averaged. In this way, areas, which show maxima of average correlation, may have a correlation possibly based on physical grounds. Tests were made to assess stability and statistical significance of the results. Two large areas of maximum correlation have been evidenced: 1) the Central Apennines and 2) the Calabrian Arc-Sicily. INTRODUZIONE Molti studi recenti hanno mostrato che l'accadimento di un forte terremoto, lungo una determinata faglia, può variare il tasso di sismicità nelle aree limitrofe. Altri lavori inoltre mostrano che la sismicità è debolmente correlata a grandi distanze (Albarello e Bonafede, 1990). Quest’ultima correlazione a grande distanza può essere mascherata dall'influenza delle faglie limitrofe o dalle fluttuazioni statistiche, rendendola quindi difficile da osservare. Recentemente, l'accadimento contemporaneo (1 settimana ca.) di terremoti lenti e di sequenze sismiche ordinarie negli Appennini ha suggerito l'esistenza di un meccanismo di "causa comune" su scala regionale (Crescentini et al., 1999). L’obiettivo di questo lavoro è di verificare se la sismicità "ordinaria" italiana sia sensibile all'effetto di un tale meccanismo, o meglio se anch'essa sia correlata a grandi distanze. L'intero territorio italiano è interessato da deformazioni che possono essere definite "piccole". Dato ciò, se un meccanismo di "causa comune" esiste, esso dovrà