GNGTS – Atti del 20° Convegno Nazionale / 01.14 F. Giancristofaro (1) , S. Barba (2) , P. Boncio (1) e G. Lavecchia (1) (1) GeoSisLab, Dipartimento di Scienze della Terra, Università “G.D’Annunzio”, Chieti (2) Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma COMPATIBILITÀ CINEMATICA TRA LE PRINCIPALI STRUTTURE ATTIVE DISTENSIVE E COMPRESSIVE IN APPENNINO CENTRO-SETTENTRIONALE: UN’ANALISI ATTRAVERSO L’UTILIZZO DEL METODO AGLI ELEMENTI FINITI L’intento del presente studio è rivolto alla verifica della compatibilità cinematica tra le maggiori strutture attive nell’Italia centro-settentrionale ed il loro ruolo nella distribuzione degli sforzi. A tal fine è stato realizzato un modello crostale bidimensionale agli elementi finiti lungo il tracciato DSS’78 (Piombino-Ancona), prendendo in esame le discontinuità tettoniche di maggior rilievo, estrapolate attraverso una reinterpretazione critica dei dati derivanti dai profili sismici DSS’78 e CROP 03, fino alla profondità di circa 60 km. Tale modello comprende la faglia normale a basso angolo Altotiberina, le sue strutture antitetiche (Gubbio e M.te S.Vicino), ed il thrust crostale che emerge in corrispondenza delle sturtture compressive esterne dell’area peri-Adriatica. È stato inoltre analizzato il ruolo del thrust crostale responsabile della formazione delle strutture compressive nell’area medio-marchigiana (Ortezzano-Bellante Auctorum). Il modello consiste in una litosfera stratificata, nella quale sono state diversificate le coperture sedimentarie, la crosta superiore, quella inferiore (a sua volta suddivisa in due orizzonti) ed il mantello litosferico. Nell’ambito dello stesso modello, le principali discontinuità tettoniche sono state fatte agire con diverse combinazioni per verificare qual è la loro interazione sia in termini cinematici, sia in termini di accumulo di stress. Il profilo DSS ’78 (Piombino-Ancona) fornisce informazioni circa le velocità delle onde P all’interno della crosta dell’Italia centrale. L’interpretazione del profilo (Ponziani et al., 1995) mette in evidenza l’assetto dei poligoni a uguale velocità delle onde P, favorendo in tal modo l’interpretazione delle strutture crostali e della Moho, inoltre fornisce dati per la scelta dei materiali che compongono la litosfera. Il profilo CROP-03 (Barchi et al., 1998) mette in evidenza con maggior dettaglio le strutture crostali superficiali e profonde, fornendo informazioni sullo stile strutturale e sulla cronologia delle deformazioni. Il coinvolgimento del basamento cristallino e della Moho nella strutturazione della catena, evidenziato dal profilo CROP-03, è stato preso come vincolo geometrico nella realizzazione della sezione geologica, che semplificata in alcuni aspetti, é stata oggetto della modellizzazione del presente lavoro. A partire dai dati relativi al flusso di calore misurato in superficie, ed assumendo per semplicità, una condizione di geoterma stazionaria, sono stati calcolati due profili di temperatura caratterizzanti la variabilità del flusso di calore nell’area. I valori di temperatura sono stati utilizzati per il calcolo di tre profili reologici posti nei punti di maggior interesse. Questi si rendono necessari per la definizione dei valori di yield stress da assegnare al modello. I profili reologici calcolati tengono conto del regime tettonico: vengono infatti calcolati come combinazione tra regime compressivo e regime distensivo. Tali profili mettono in evidenza la presenza di orizzonti “poco” resistenti a comportamento duttile, intercalati ad orizzonti a comportamento meccanico più “rigido”.