NOTE E RASSEGNE «PERCHÉ MI SCERPI?» IL CANTO DI PIER DELLE VIGNE TRA HEGEL E DE SANCTIS * Das Kunstwerk aber ist nicht so unbefangen für sich, sondern es ist wesentlich eine Frage, eine Anrede an die widerklingende Brust, ein Ruf an die Gemüter und Geister. HEGEL, Vorlesungen über die Ästhetik ELLA lettura e interpretazione della Divina Commedia un rivolgimento è come noto quello che hanno comportato il romanticismo e l’idea- lismo: è da pensatori come Schelling, Schlegel o Hegel che Dante viene scoperto come «voce europea». 1 E reagendo a questa impresa tedesca si produce un ripensamento anche italiano dell’opera, avvicinata come gran- de testo europeo e di rilevanza non solo nazionale. Per questa via si affer- ma una nuova immagine di Dante, destinata, tra plurimi e spesso rivolu- zionari interventi della filologia e della critica, a porgere l’opera dantesca al lettore attuale. Leggere la Divina Commedia è quindi da tempo un esercizio che chie- de una consapevolezza, anche solo istintiva, per lo stratificarsi storico di molte letture, che corrispondono a differenti generazioni di lettori. Tale * Questo testo è la rielaborazione di un intervento tenuto presso l’Università di Lu- gano, nell’ambito dei “Mercoledì dell’ISI”, il 19 novembre 2008. Ringraziamo per i molti suggerimenti ricevuti in fase di redazione, oltre che il prof. Carlo Ossola, gli amici Nicola Morato e Marco Maggi. 1 E. AUERBACH, Studi su Dante, prefazione di D. Della Terza, Milano, Feltrinelli, 1999, p. 69. N