LA NUOVA STRUTTURA DELLE RELAZIONE TRA IMPRENDITORE AGRICOLO E SISTEMA CREDITIZIO: UNANALISI SINTETICA DEL MERITO CREDITIZIO DELLE AZIENDE AGRICOLE ITALIANE ATTRAVERSO LE INFORMAZIONE DELLA RETE DI INFORMAZIONE CONTABILE AGRICOLA (RICA). Felice Adinolfi 1 e Fabian Capitanio 2 Introduzione Le profonde evoluzioni di cui sono stati protagonisti i sistemi agricoli negli ultimi anni hanno sollecitato una crescente attenzione da parte degli operatori e dei policy maker al tema dell’accesso al capitale di rischio. Lo scenario di riferimento per l’agricoltore europeo è profondamente mutato; il nuovo paradigma che sottende l’intervento pubblico a favore del settore agricolo sta conducendo ad una progressiva riduzione dei livelli di protezione accordati all’imprenditore agricolo ed a cambiamenti sostanziali nella natura, nelle finalità e nelle modalità di accesso al sostegno diretto, oggi ancorato alla produzione di esternalità positive e sempre più associato alla dimensione territoriale dell’intervento, più che a quella settoriale. Parallelamente, anche in ragione del nuovo protagonismo, sia sul lato dell’offerta che su quello della domanda, assunto da alcuni grandi paesi, quali Brasile, Cina e India, i mercati hanno registrato una significativa intensificazione degli scambi ed un considerevole aumento dei volumi commercializzati. Ciò ha inevitabilmente condotto ad una intensificazione della pressione competitiva e ad un ulteriore incremento dell’esposizione dell’agricoltore al rischio associato all’attività di impresa. In questa prospettiva, con l’ultima revisione che ha accompagnato l’health check, lo stesso percorso riformatore della PAC ha posto grande enfasi sul tema della gestione del rischio in agricoltura, che rappresenta, nei fatti, una delle novità più importanti della proposta giuridica recentemente varata dall’UE. Si tratta di un ambito di riflessione e di intervento che assumerà sempre maggiore importanza e che coinvolge anche gli strumenti e le modalità di accesso al credito. L’uso del credito rappresenta, non solo uno strumento a supporto della sopravvivenza e della crescita dell’impresa, ma anche una importante risorsa per la gestione dei rischi. Infatti, laddove il danno potenziale degli eventi indesiderati è per gli agricoltori limitato, il rischio può essere utilmente affrontato con misure ex-post. La più comune di queste è basata proprio sull’uso del credito o dei risparmi, allo scopo di evitare riduzioni nel livello dei consumi e garantire un adeguato livello del capitale di anticipazione. In questo modo le conseguenze dell’evento dannoso possono essere “spalmate” nel tempo, ed il suo costo è rappresentato dal costo opportunità delle riserve finanziarie che devono essere mobilizzate. Inoltre, i processi evolutivi in atto negli ultimi anni hanno prodotto anche importanti cambiamenti nell’assetto dei sistemi agroalimentari, conducendo ad una progressiva riarticolazione dei rapporti lungo la filiera e al crescente protagonismo della grande distribuzione. In questo rinnovato scenario la sopravvivenza e la crescita dell’impresa agricola necessitano di comportamenti imprenditoriali e dotazioni strutturali, organizzative e finanziarie diversi rispetto al recente passato; all’interno di questa cornice, uno dei temi fondamentali è rappresentato dalla capacità dell’impresa agricola 1 Ricercatore Università degli Studi di Bologna, Facoltà di Medicina Veterinaria 2 Ricercatore Università degli Studi di Napoli – Federico II, Collaboratore Centro di Portici