RICCARDO RIDI - IL FUTURO DEL LIBRO - 2003 - p. 1 Riccardo Ridi Il futuro del libro 1 In corso di pubblicazione in: Le biblioteche e la trasmissione della conoscenza in un sistema articolato di competenze , atti della IV Conferenza nazionale delle biblioteche, Firenze, Ministero per i beni e le attività culturali - Regione Toscana - Coordinamento degli assessori alla cultura delle Regioni italiane e delle Province autonome di Trento e Bolzano, 5-7 Novembre 2003. Depositato in E-LIS nell’Agosto 2004. Il titolo della relazione che mi è stata assegnata farebbe tremare le vene ai polsi di studiosi ben più agguerriti di me sia sul passato che sul futuro di questa entità, il libro, con cui così spesso abbiamo tutti a che fare, sia sul lavoro che fuori. Allora, per esorcizzare un compito così arduo - sia oggettivamente che soggettivamente - ho deciso di complicarmi ancora di più la vita rilanciando la sfida e ampliando ulteriormente l'orizzonte di questa mia carrellata. Visto che le altre sessioni di questa Conferenza sono rispettivamente dedicate ai manoscritti, ai libri antichi e a "cartografia e documenti musicali", resterebbe per la nostra un ampio territorio, solo in parte coperto dal "libro moderno". Cercherò, dunque, di ipotizzare alcuni possibili futuri non solo del libro ma anche di una parte della cosiddetta letteratura grigia 2 e dei periodici (purchè moderni, non musicali e non cartografici). Un ulteriore ampliamento di orizzonte andrà operato distinguendo fra il libro (e i periodici) intesi come concetti astratti oppure come oggetti fisici e, all'interno di quest'ultima categoria, fra i manufatti prodotti - artigianalmente o industrialmente - nei secoli "moderni" (ovunque si voglia collocare lo spartiacque con quelli "antichi") che ci hanno preceduto e quelli che possiamo immaginare verranno prodotti nei secoli futuri. Cominciamo con ordine, dal futuro che è possibile prevedere per libri, periodici, letteratura grigia e altri documenti cartacei "moderni" (ma anche microfilm, microfiches e tutta la gamma dei documenti digitali on-line e off-line) oggi già esistenti. Si tratta dell'enorme (e f ondamentale) tema della conservazione (o preservazione, come recentemente va più di moda dire) del materiale documentario, relativamente alla quale esistono saggi (intesi sia come esseri umani che come testi) specializzati così numerosi e noti dall'esimermi in questa sede dal procedere oltre l'enunciazione dell'ambito. Mi limito, quindi, a segnalare tre recenti atti di un convegno periodico, parzialmente ripartiti proprio secondo la classificazione che sto adottando (libri, periodici, altro) e che possono servire da introduzione al tema della conservazione dei documenti moderni: Conservare il Novecento. Convegno nazionale. Ferrara, Salone internazionale dell'arte del restauro e della conservazione dei beni culturali e ambientali, 25-26 marzo 2000. Atti, a cura di Maurizio Messina e Giuliana Zagra, Roma, AIB, 2001. 1 Ringrazio Antonella De Robbio, Claudio Gnoli e Michele Santoro per gli stimolanti scambi epistolari sulle tematiche della parte finale di questo testo, e Juliana Mazzocchi per la revisione di una sua versione preliminare. 2 Per la storia, la definizione e i confini di tale concetto, cfr. Vilma Alberani, La letteratura grigia. Guida per le biblioteche speciali e i servizi d’informazione , Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1992.