Riv. Geogr. Ital. 115 (2008), pp. 459-481 CLAUDIO MINCA TRA COSMOPOLIS E NAZIONE 1. INTRODUZIONE. – Il 7 luglio 2005 cinque attentati colpiscono il cuore di Londra, uccidendo 54 persone e ferendone molte altre. La città forse più cosmopolita del mondo viene attaccata in alcuni dei suoi gangli vitali per la mobilità e soprattutto nel suo carattere di città aperta, di enorme, gigantesca macchina urbana. Una mac- china che, nel suo incessante e convulso respiro, ingloba, integra, attiva, negozia la differenza culturale, le identità, le pratiche, il la- voro, le tensioni e le aspirazioni di milioni di persone che vengono da ogni parte del mondo e contribuiscono, in mille diverse maniere, alla riproduzione simbolica e materiale di un audace esperimento capitalista. Le terribili immagini di quelle drammatiche giornate sono an- cora davanti agli occhi di chi vive a Londra. Il messaggio politico “profondo” di quell’evento è chiaro: il fondamentalismo intende colpire nel mucchio, ferire e mettere in crisi quella mescolanza, quel fluire di “differenze” che definiscono, ad ogni passo, in ogni momento, ciò che significa abitare e lavorare a Londra, che contri- buiscono a produrre una cittadinanza non associata ad una prede- terminata cartografia delle appartenenze. Gli attentati e le successive reazioni da parte del governo bri- tannico e dei londinesi rappresentano uno spunto particolarmente utile per introdurre alcuni degli argomenti che vorrei sviluppare nelle pagine che seguono, perché offrono il senso immediatamen- te e drammaticamente politico che le riflessioni sui rapporti tra cosmopolis, idea cosmopolita e nazione hanno ai giorni nostri. Le settimane successive agli attacchi, in alcuni casi addirittura il giorno dopo, la vita nel centro di Londra riprende quasi normale: i commuters usano di nuovo la metropolitana e l’autobus – anche se molti decidono per un po’ di rispolverare la bicicletta – e i grandi nodi del trasporto da cui dipende l’economia e la vita stessa della capitale inglese tornano ad inghiottire e ad espellere milioni di