Convegno "Nuove Forme della Comunicazione Politica: tra popolarizzazione e nuove tecnologie" Associazione Italiana di Comunicazione Politica Perugia 28-29 ottobre 2011 La ĐaŵpagŶa parteĐipata: le aŵŵiŶistrative a MilaŶo viste dal ďasso Giovanna Mascheroni, Università Cattolica di Milano (giovanna.mascheroni@unicatt.it) Maria Francesca Murru, Università Cattolica di Milano (maria.murru@unicatt.it) 1. Introduzione Dati per assodati i limiti di una prospettiva deterministica che concettualizza il binomio cittadinanza- comunicazione in termini causali - si interroga cioè su quale sia l'impatto che i media digitali esercitano sui fenomeni della partecipazione e della mobilitazione politica - rimane l'obiettivo di catturare e spiegare la multidimensionalità e multidirezionalità del rapporto che si instaura tra queste due sfere sociali nel periodo storico attuale. La nostra ricerca muove quindi da un obiettivo analitico preciso: intendiamo individuare quella sfera dell'azione o dell'interazione sociale in cui l'ecosistema comunicativo dei media digitali entra in una qualche relazione di interdipendenza con le pratiche della cittadinanza. Non esiste una risposta univoca e universalizzante a un quesito di questo tipo. É invece largamente probabile che i punti di contatto e di attrito tra le due sfere mutino a seconda dei tempi e dei contesti sociali. Difficilmente dunque i meccanismi che sono all'origine della Primavera Araba coincideranno con quelli osservabili nelle mobilitazioni più recenti che abbiamo osservato nel contesto di una democrazia matura come quella italiana. La nostra ipotesi teorica attinge al modello delle "culture civiche" formulato da Peter Dahlgren (2009), nel cui ambito l'insieme delle precondizioni sociali e culturali che favoriscono o ostacolano l'esercizio della cittadinanza può essere riordinato in tre dimensioni chiave: una dimensione pragmatico-organizzativa (che include l'organizzazione degli spazi e delle pratiche), una dimensione cognitiva (attraversata da definizioni e rappresentazioni cognitive del mondo all'interno del quale il soggetto si auto-percepisce in quanto cittadino) e una dimensione ideale (composta da identità, fiducia e valori). Le tecnologie della comunicazione, i loro quadri socio-tecnologici, si intrecciano ad alcune o a tutte queste dimensioni, con intensità e complessità di volta in volta differenti. Questo intreccio è esattamente quella rete di elementi eterogenei, umani e non umani, teorizzata dall'actor-network theory (Latour, 1989), e il modello di Dahlgren ci fornisce una prima mappa per dipanarlo. Sappiamo dunque che i social media danno un contributo essenziale e decisivo alla dimensione pragmatico-organizzativa delle culture civiche organizzate in forma partitica o movimentista (Chadwick, 2007). É indubbio che essi contibuiscano a ridefinire la dimensione cognitiva della cittadinanza: moltiplicano le fonti informative, riscrivono il patto comunicativo tra fonte e lettore, instaurano nuovi legami fiduciari, nuovi meccanismi veritativi (Mazzoli et al. 2011; Sorrentino, 2006). Questa dimensione rappresenta uno degli aspetti più rilevanti delle