MANICHAEUS CLAUDICANS LA ZOPPAGGINE DELL’ERETICO E DEL TAUMATURGO Andrea Piras (Università di Bologna) ono grato ai colleghi dell’“Orientale” per l’invito a partecipare ai fe- steggiamenti di un docente che non molto tempo addietro è stato il mio tutore nella borsa post-dottorale in Studi Iranici. S In un lavoro di alcuni anni or sono, dedicato ad una comparazione tra mi- tologemi iranici e italici, Giovanni D’Erme 1 si è soffermato su una serie di analogie formali e tipologiche tra ambiti culturali distanti e geograficamente estremi – estremi al pari della arditezza di una ipotesi di lavoro stimolante che affrontava il farsi e disfarsi del linguaggio mitologico in una prospettiva storico-culturale, avulsa da fenomenologie troppo vertiginose, e livellatrici della originalità storica, o da formulazioni psicologiche “archetipiche” in un senso junghiano. Nella sua enumerazione di temi mitici rilevanti che dise- gnavano lo sfondo narrativo dell’epopea – montagne, fuochi sacri, fonti mi- racolose, simbologie di opposizioni cromatiche (bianco vs rosso) – trovava- no spazio due figure emblematiche come la donna sola e l’orbo. 2 Il secondo, in particolare, denota nella sua condizione di monocolo un soggetto di anali- si antropologica e etnografica di ampia diffusione, insieme ad altri esempi di disequilibrio anatomico, quali lo zoppo e il monco. Oppure a malattie della pelle quali la lebbra o la vitiligine che non sono di minore potenza semiotica nel veicolare significati di marginalità ed esclusione: rispetto a un corpo so- ciale che necessiti di canoni di salubrità e integrità del corpo individuale, somatico, la cui riconosciuta funzionalità ed estetica è garanzia normativa che esclude ipso facto effrazioni e disarmonie. Il tema mitico e rituale della zoppaggine rientra quindi eminentemente in quest’ambito di “eversione” fisiologica ed anatomica da una normalità che prevede la perfetta simmetria delle sue componenti; e che da un punto di vi- sta simbolico non è meno emblematico – e suscettibile di reprimende e de- ———— 1 D’ERME 1977. 2 D’ERME 1977, pp. 179-183.