LA CONTEMPLAZIONE IN CLEMENTE ALESSANDRINO Juan José Sanguineti Pubblicato in “La contemplazione cristiana: esperienza e dottrina, a cura di Laurent Touzé, Libreria Editrice Vaticana, Roma 2007, pp. 251-266. 1. Introduzione L’inculturazione del cristianesimo nell’ellenismo, continuando una strada che era già stata aperta dal giudaismo alessandrino, suscitò l’assunzione di alcuni concetti fondamentali della tradizione filosofica greca. Il fenomeno avvenne già nella stesura di alcuni libri dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il cristianesimo nacque radicato in una cultura, primariamente semitica, secondariamente ellenistica, con risonanze svariate (platonica, stoica e altro), in una perfetta continuità tra la lunga storia culturale del giudaismo, i tempi dell’origine del cristianesimo e il posteriore sviluppo della cultura cristiana dei primi secoli. Solo in questa prospettiva possiamo capire la storia della teologia, della liturgia e della spiritualità ascetica e mistica del cristianesimo primitivo. Il fenomeno fu facilitato dalla fluidità degli incontri culturali avvenuti nella civiltà mediterranea degli ultimi secoli prima di Cristo e dei primi secoli dopo Cristo (II-I a.C. fino a I-II d.C.). È un’epoca degna di attenzione, quando ancora non esisteva una netta distinzione tra ciò che poi sarà chiamato “orientale” e “occidentale”. L’ellenismo, infatti, contiene una fusione dinamica tra il vicino Oriente e l’Occidente grecoromano. È un’epoca di transizione, di vicinanza tra tante culture –un po’ somigliante alla nostra epoca pluriculturale globalizzata- e di lente trasformazioni di pensiero, spesso più “vissute” che tematizzate. Un’epoca per lungo tempo tralasciata storiograficamente dagli studiosi di teologia e filosofia, e che forse oggi cominciamo a conoscere meglio. Non ho fatto questa premessa con un’intenzione “culturalistica” (nel senso negativo del termine). Storicamente il cristianesimo è nato nell’ambito di una complessa situazione culturale non sperimentata da altre religioni. Questo fatto è del tutto compatibile con il messaggio di verità trascendente proprio della Rivelazione divina ed è molto aderente alla “logica d’incarnazione” della parola di Dio.